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Dubai, l’investimento che non torna tra chat e soldi: “Non lo incassiamo”

 

Casapesenna. Un appartamento a Dubai, trattative parallele e una rete di intermediari che si muove tra Italia ed Emirati. È questo il quadro che emerge dagli atti dell’inchiesta, dove le conversazioni intercettate ricostruiscono passo dopo passo un’operazione immobiliare ritenuta sospetta dagli inquirenti.

Al centro della vicenda ci sono V. P., A. O.  e, secondo gli investigatori, anche Filippo Capaldo, indicato come figura di riferimento nelle dinamiche della compravendita. L’immobile oggetto delle trattative si troverebbe a Dubai, nella zona di Icon City, con una proposta di vendita che, in una fase iniziale, sarebbe stata fissata intorno ai 480mila euro, anche se in altri passaggi si parla di cifre molto più alte in dirham.

Dalle intercettazioni emerge come i contatti  si intensifichino tra novembre 2023 e gennaio 2024. I dialoghi, captati attraverso chiamate e messaggi WhatsApp, fanno riferimento a trattative già avviate e alla ricerca di un acquirente, procacciato – secondo gli atti – proprio da un indagato o da persone a lui vicine.

In una delle conversazioni, uno dei coinvolti chiarisce le difficoltà legate alla vendita:

“Non la può neanche vedere… la casa non è ancora consegnata, non fanno entrare proprio nel cantiere”.

Un elemento che, secondo il GIP, avrebbe rallentato la chiusura dell’affare e alimentato tensioni con i potenziali clienti.

Parallelamente, emerge il ruolo di A.O. come intermediario. Sarebbe lui a interfacciarsi con gli interessati e a gestire i contatti, mentre l’altro (non indagato) si occupa della parte operativa legata all’immobile. In un passaggio significativo, quest’ultimo precisa:

“Per l’intermediario siete voi… la state vendendo come agenzia”.

Non solo. Le intercettazioni rivelano che l’immobile era stato affidato anche ad altre agenzie, tra cui una con base a Tenerife collegata a Capaldo, segno di una strategia di vendita su più canali.

Un altro aspetto rilevante riguarda la modalità di formalizzazione dell’offerta. Gli investigatori sottolineano come si parlasse esplicitamente di una caparra tramite assegno, che però – secondo le parole di Pellegrino – non sarebbe stata incassata subito:

“L’assegno non lo incassiamo… si mette solo dietro alla proposta di acquisto”.

Nel frattempo, lo stesso discute anche di nuovi investimenti immobiliari a Dubai, ipotizzando di reinvestire il ricavato della vendita:

“Stiamo già vendendo un appartamento… con i soldi dovremmo comprare un altro”.

Un elemento che, secondo il GIP, appare in contrasto con le difficoltà economiche che l’uomo dichiarava in altri contesti, dove parlava apertamente di problemi di liquidità e debiti.

Nel complesso, le conversazioni delineano un sistema complesso fatto di intermediari, trattative incrociate e operazioni immobiliari internazionali, ancora al centro dell’attenzione degli inquirenti per chiarire eventuali responsabilità e flussi finanziari.

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