
CASAPESENNA/CASAL DI PRINCIPE. È un quadro dettagliato e per certi versi inquietante quello che emerge dagli atti dell’operazione scattata questa mattina contro il traffico di stupefacenti tra Campania, Calabria e altre regioni italiane. Nell’inchiesta risultano coinvolti, a vario titolo, diversi soggetti tra cui BIANCO Carlo, ritenuto figura di vertice del gruppo, il nipote BIANCO Aldo, PADULO Pasquale, PEZZELLA Nicola, oltre a GAMMARDELLA Antonio, IANUARIO Biagio e D’ANGELO Rolando, inseriti nella rete operativa e commerciale dello spaccio.
Secondo quanto ricostruito dal Gip, il gruppo gestiva un sistema organizzato di traffico di cocaina e hashish, con canali di approvvigionamento che passavano anche dalla Calabria e con una distribuzione capillare nelle piazze dell’alto casertano, in particolare nell’area di Vairano Patenora. Un’organizzazione stabile, con ruoli definiti e una gestione continuativa delle forniture.
Dalle intercettazioni emergono in modo chiaro le dinamiche interne e le difficoltà operative. In una conversazione tra BIANCO Carlo e PADULO Pasquale, proprio parlando della situazione sul territorio, si legge:
“però devo dire la verità, Caivano è una bomba…”, frase che restituisce il livello di tensione e la complessità della gestione delle piazze di spaccio.
Nello stesso dialogo, il riferimento ai controlli delle forze dell’ordine è altrettanto esplicito:
“Adesso hanno fatto un blitz a Caivano, hai visto? Hanno arrestato 40 persone…”, segno della pressione investigativa costante.
Le carte evidenziano come BIANCO Carlo fosse il punto di riferimento per l’organizzazione, con una base operativa individuata anche presso un autonoleggio utilizzato per incontri e coordinamento. Accanto a lui, il nipote BIANCO Aldo curava parte delle attività operative, mentre PADULO Pasquale emerge come figura chiave nei collegamenti con altri canali di approvvigionamento in particolare quello calabrese dove vengono segnalati spostamenti anche con le auto a noleggio.
Il ruolo di PEZZELLA Nicola, secondo il Gip, sarebbe legato ai contatti per la fornitura e alla valutazione della qualità della sostanza, con riferimenti anche a possibili alternative di mercato. GAMMARDELLA Antonio e IANUARIO Biagio risultano invece coinvolti nelle fasi di acquisto e distribuzione, mentre D’ANGELO Rolando avrebbe avuto un ruolo di supporto logistico.
Le intercettazioni mostrano anche la volontà di espansione del gruppo. In un passaggio, sempre tra BIANCO Carlo e PADULO Pasquale, emerge chiaramente l’intenzione di rafforzare la presenza sul territorio:
“dobbiamo fittare una casa… dove dobbiamo lavorare?”
E ancora, a conferma dell’interesse economico:
“lo sai quanti soldi facciamo!”.
Secondo gli inquirenti, il sistema era alimentato da un continuo reinvestimento dei proventi dello spaccio, creando un circuito stabile e redditizio. La droga, in alcuni casi con elevato grado di purezza, veniva acquistata in quantitativi rilevanti e poi distribuita al dettaglio attraverso una rete consolidata.
L’operazione eseguita questa mattina ha dunque colpito un’organizzazione ritenuta ben strutturata e radicata sul territorio, capace di muoversi tra diverse regioni e di mantenere continuità nelle forniture, incidendo in maniera significativa sulle piazze di spaccio locali.

