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Zozzone beccato con 38 sacchi di roba

 

Sant’Arpino. Un nuovo intervento dei carabinieri riaccende i riflettori sui reati ambientali nell’area dell’agro aversano. A Sant’Arpino, i militari della locale Stazione hanno denunciato un uomo di 57 anni, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di una gestione illecita di rifiuti speciali legati alla produzione industriale.

Secondo quanto emerso nel corso dei controlli, l’uomo – legale rappresentante di una società operante sul territorio – avrebbe accumulato senza autorizzazione ben 38 sacchi contenenti scarti di lavorazione derivanti dalla produzione di calzature. Si tratta di materiali che, per la loro natura, necessitano di specifiche procedure di smaltimento e tracciabilità, al fine di evitare danni all’ambiente e alla salute pubblica.

L’attività investigativa dei carabinieri ha consentito di accertare come i rifiuti fossero stati stoccati in maniera irregolare, in violazione della normativa vigente in materia ambientale. Una condotta che, oltre a configurare ipotesi di reato, rappresenta un potenziale rischio per il territorio, soprattutto in un’area già più volte interessata da criticità legate allo smaltimento illecito.

Al termine degli accertamenti, i militari hanno proceduto al sequestro penale dell’intero quantitativo di materiale rinvenuto. I 38 sacchi sono stati posti sotto vincolo per impedire ulteriori conseguenze e consentire gli approfondimenti del caso da parte dell’autorità giudiziaria.

L’episodio si inserisce nel quadro più ampio delle attività di controllo e contrasto ai reati ambientali condotte quotidianamente dalle forze dell’ordine. Un impegno costante volto a tutelare il territorio e a reprimere comportamenti illegali che, se non contrastati, rischiano di compromettere l’equilibrio ambientale e la sicurezza dei cittadini.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare se vi siano altre violazioni connesse all’attività dell’azienda coinvolta.

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