
AVERSA/CASAL DI PRINCIPE. Si chiude con una nuova conferma della condanna il processo per l’omicidio di Paolo Menditto, il 56enne ucciso a coltellate nella sua abitazione ad Aversa. La prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha infatti ribadito la pena di 23 anni di carcere nei confronti di Paolo Scarano, 37 anni, ex militare originario di Casal di Principe, che aveva già ammesso le proprie responsabilità.
I giudici di secondo grado hanno escluso l’aggravante della crudeltà, ma hanno ritenuto valida quella della premeditazione, confermando sostanzialmente la sentenza già emessa in primo grado dalla Corte d’Assise del Tribunale di Napoli, presieduta da Concetta Cristiano.
Nel corso del procedimento è stata respinta anche l’ipotesi di un vizio parziale di mente al momento del delitto, nonostante quanto sostenuto dalla difesa attraverso una consulenza psichiatrica. Riconosciute invece le attenuanti generiche, considerate equivalenti alle aggravanti contestate.
Non ha trovato accoglimento la richiesta della parte civile di una provvisionale immediatamente esecutiva. In precedenza, il pubblico ministero Marco Lojodice aveva chiesto la condanna all’ergastolo.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il delitto si consumò all’interno di un appartamento al primo piano di una palazzina del rione popolare “Unrra Casas”, in via Filippo Saporito. Scarano si era presentato armato di coltello con l’intenzione di affrontare Menditto, ritenuto un rivale in amore.
Alla base dell’aggressione, un contesto di gelosia legato alla relazione sentimentale con una donna, Mena. Il confronto tra i due degenerò rapidamente: pochi istanti dopo l’ingresso nell’abitazione, l’ex militare colpì la vittima con diversi fendenti, per poi darsi alla fuga.
La sua fuga durò poco: fu individuato e fermato presso la stazione ferroviaria di Aversa dagli agenti del commissariato locale e della Squadra Mobile di Caserta. Durante l’interrogatorio, l’uomo confessò sia l’omicidio sia il movente.
Scarano è imputato per omicidio aggravato, mentre i familiari della vittima si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Mario Griffo.

