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Epatite A nel Casertano, salgono i contagi: meno ricoveri ma il virus circola

 

CASERTA. Continua a crescere il numero dei casi di epatite A in provincia di Caserta, delineando uno scenario che, se da un lato mostra segnali di alleggerimento sul fronte ospedaliero, dall’altro conferma una diffusione ancora attiva del virus sul territorio. Il totale dei contagi ha raggiunto quota 55, con l’area di Sessa Aurunca che resta quella maggiormente colpita.

A fronte dell’aumento dei casi, si registra però una diminuzione dei ricoveri, scesi a circa 30. Un dato che suggerisce una possibile riduzione della gravità clinica o, quantomeno, una gestione più efficace dei pazienti. Parallelamente, all’ospedale Cotugno di Napoli si contano 89 casi nel solo mese di marzo, con 60 persone ricoverate, tra cui alcuni pazienti ancora in osservazione in pronto soccorso.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, si evidenzia un flusso dinamico: da un lato diverse dimissioni, dall’altro nuovi ingressi. Nelle ultime 48 ore, infatti, si è registrato un calo degli accessi, ma con sette nuovi ricoveri che confermano come il virus continui a circolare in maniera significativa. Nel Casertano, invece, nelle ultime 24 ore non si segnalano nuovi ricoveri, elemento che lascia intravedere una fase più stabile sul piano sanitario.

Il dato più significativo riguarda però il comportamento della popolazione. Nonostante l’incremento dei contagi e l’attenzione crescente, non si registra un aumento delle vaccinazioni. I numeri restano contenuti: nel 2025 sono state somministrate poco più di 300 dosi di vaccino contro l’epatite A, mentre nei primi mesi del 2026 si è arrivati a meno di 70 somministrazioni, in gran parte legate a viaggi verso Paesi a rischio.

Questo indica chiaramente come il vaccino venga percepito ancora come una misura per chi si sposta all’estero e non come uno strumento di prevenzione sul territorio locale. Un atteggiamento che potrebbe incidere sull’evoluzione dei contagi nelle prossime settimane.

Nel frattempo, le autorità sanitarie hanno intensificato le attività di controllo, soprattutto nel settore alimentare, e rafforzato il monitoraggio epidemiologico. È stato inoltre ampliato l’accesso alla vaccinazione gratuita per le categorie più esposte, nel tentativo di contenere la diffusione del virus e prevenire ulteriori focolai.

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