AGGIORNAMENTO. Sia il primo cittadino Raffaele Porfidia e sia il presidente del Consiglio Mingione hanno scritto al prefetto, adducendo le loro motivazioni in merito alla condotta di ieri per il Consiglio comunale. Proprio in questo ordine.
In merito alla convocazione effettuata dal sindaco con relativo svolgimento il giorno 24 Mingione scrive al prefetto: “Tale iniziativa è stata ricondotta all’esercizio di un potere sostitutivo, la cui sussistenza, alla luce delle circostanze sopra richiamate, appare dubbia”.
Poi si legge sempre nella missiva di Mimgione: Si diffida il Comune di Recale (CE), in persona del Sindaco e del Segretario Comunale, ciascuno per quanto di
competenza, A VALUTARE L’ADOZIONE IN AUTOTUTELA di ogni opportuno provvedimento volto a riesaminare:
o la convocazione del Consiglio Comunale del 24/03/2026;
o gli atti eventualmente adottati nella relativa seduta;
nonché a disporre l’annullamento degli stessi, ove ritenuti non conformi al corretto assetto delle
competenze istituzionali;
e, conseguentemente, a procedere alla regolare celebrazione del Consiglio Comunale sulla base
della convocazione già disposta dal Presidente per i giorni 26/03/2026 (prima convocazione) e 27/03/2026 (seconda convocazione), con identico ordine del giorno”.
Secondo Mingione quanto è andato in scena è un consiglio comunale nullo che andrebbe rifatto.
Non la pensa così il primo cittadino che ci ha contattato e ha spiegato che:
“Da Statuto il presidente convoca il Consiglio ‘sentito il sindaco’, c’è scritto all’articolo 16. Il presidente deve garantire il funzionamento del consiglio comunale ma il legale rappresentante della macchina e della continuità amministrativa è il sindaco.
“Inoltre ho dovuto convocare il consiglio per il 24 per via della scadenza della ratifica di una delibera di giunta, pena la decadenza di tutti gli atti e la perdita di un finanziamento, per questo ho spinto per la convocazione.
Nei giorni che aveva indicato Mingione non era disponibile il segretario e non erano disponibili altri consiglieri”.
Insomma secondo Porfidia quello di Mingione è stato a tutti gli effetti un impedimentum e così ha deciso di convocare la seduta. E da Statuto Porfidia è convinto di essere nel giusto, infatti è apparso molto tranquillo e sicuro del fatto suo.
Ad una precisa domanda sul futuro del suo rapporto con Mingione ha risposto che se dopo questo incidente di percorso continuerà a svolgere il suo ruolo di presidente nel modo giusto, per lui non c’è nessun problema ad andare avanti.
Secondo noi da presidente del consiglio mettersi di traverso è sempre un’impresa ardua, per via del ruolo super partes.
Alla fine per Mingione è arrivato il momento di fare una scelta anche in ottica futura, se non è in linea con questa maggioranza è arrivato il momento di dirlo e magari di passare dall’altra parte della barricata.
IL PRIMO LANCIO
Recale. Tensione in seno all’Assise di Recale dove è praticamente ufficiale la rottura tra sindaco e presidente del consiglio.
I consiglieri comunali di minoranza hanno inoltrato una comunicazione urgente al prefetto con ad oggetto ‘criticità nel funzionamento del consiglio comunale, richiesta di intervento’.
Per comprendere cosa è accaduto ieri possiamo prendere come riferimento le parole del consigliere di minoranza Angelo Racioppoli: “Ci siamo trovati davanti a una situazione assurda.
Due convocazioni del Consiglio Comunale: una da parte del Sindaco e l’altra da parte del Presidente del Consiglio: non è normale!
Nessuna certezza su quale fosse quella legittima.
La data scelta – come affermato dal Sindaco – in base a quando c’era la maggioranza: non è normale!
E allora la domanda è semplice:
il Consiglio si convoca per rispettare le regole o per avere i numeri?”.
Da qui la decisione di abbandonare l’aula, la seduta è proseguita con la sola maggioranza.
Due convocazioni effettuate rispettivamente dal sindaco Raffaele Porfidia e dal presidente del consiglio comunale Bruno Mingione che a sua volta non si è presentato ieri, oramai la rottura sembra totale.
Se il padre di Mingione era stato un soldato delle amministrazioni Porfidia Americo (fratello dell’attuale sindaco), il figlio Bruno oggi in modalità ‘Spartacus’ è uno che gradualmente si è saputo costruire il suo spazio anche nel contesto cittadino, ampliando il consenso elettorale, ed è molto popolare tra i giovani.
Quindi questa rottura che sembra insanabile è destinata probabilmente anche a caratterizzare quella che sarà la campagna elettorale del 2027.
Resta da capire dal punto di vista del funzionamento del Consiglio se effettivamente possono esserci due sedute convocate da organi differenti, è raro vedere una cosa del genere.
Pare non ci fosse nessun impedimento per Mingione, quindi resta da capire su cosa si è basato il primo cittadino per convocare la seduta.
Il prefetto dovrebbe fare chiarezza per indirizzare tutto secondo le norme e verificare se ci sono state illeggitimità.