
Recale. Tensione in seno all’Assise di Recale dove è praticamente ufficiale la rottura tra sindaco e presidente del consiglio.
I consiglieri comunali di minoranza hanno inoltrato una comunicazione urgente al prefetto con ad oggetto ‘criticità nel funzionamento del consiglio comunale, richiesta di intervento’.
Per comprendere cosa è accaduto ieri possiamo prendere come riferimento le parole del consigliere di minoranza Angelo Racioppoli: “Ci siamo trovati davanti a una situazione assurda.
Due convocazioni del Consiglio Comunale: una da parte del Sindaco e l’altra da parte del Presidente del Consiglio: non è normale!
Nessuna certezza su quale fosse quella legittima.
La data scelta – come affermato dal Sindaco – in base a quando c’era la maggioranza: non è normale!
E allora la domanda è semplice:
il Consiglio si convoca per rispettare le regole o per avere i numeri?”.
Da qui la decisione di abbandonare l’aula, la seduta è proseguita con la sola maggioranza.
Due convocazioni effettuate rispettivamente dal sindaco Raffaele Porfidia e dal presidente del consiglio comunale Bruno Mingione che a sua volta non si è presentato ieri, oramai la rottura sembra totale.
Se il padre di Mingione era stato un soldato delle amministrazioni Porfidia Americo (fratello dell’attuale sindaco), il figlio Bruno oggi in modalità ‘Spartacus’ è uno che gradualmente si è saputo costruire il suo spazio anche nel contesto cittadino, ampliando il consenso elettorale, ed è molto popolare tra i giovani.
Quindi questa rottura che sembra insanabile è destinata probabilmente anche a caratterizzare quella che sarà la campagna elettorale del 2027.
Resta da capire dal punto di vista del funzionamento del Consiglio se effettivamente possono esserci due sedute convocate da organi differenti, è raro vedere una cosa del genere.
Pare non ci fosse nessun impedimento per Mingione, quindi resta da capire su cosa si è basato il primo cittadino per convocare la seduta.
Il prefetto dovrebbe fare chiarezza per indirizzare tutto secondo le norme e verificare se ci sono state illeggitimità.

