
Marcianise. Nuovo sviluppo giudiziario in materia di sicurezza urbana a Marcianise, con particolare riferimento alle violazioni del cosiddetto Dacur, il Daspo urbano che limita l’accesso ad alcune aree sensibili delle città.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con il sostituto procuratore Carmen D’Onofrio, ha disposto la citazione a giudizio nei confronti di due giovani, ritenuti responsabili di aver violato le prescrizioni imposte dal provvedimento amministrativo.
Tra gli imputati figura Fabio Buanno Junior, difeso dall’avvocato Pasquale Delisati, già noto alle cronache locali e figlio di un uomo, considerato in passato vicino al clan Belforte, libero dopo aver pagato il suo debito con la giustizia e poi deceduto.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, entrambi sarebbero stati destinatari di un Dacur emesso a inizio 2024, con il divieto di accesso nelle principali zone della movida di Marcianise – tra cui via Duomo, piazza Umberto I, via Marchesiello e altre arterie cittadine – nelle fasce orarie serali e notturne.
Nonostante il provvedimento, i due avrebbero violato le prescrizioni, stazionando nelle aree interdette e avvicinandosi agli esercizi pubblici, comportamento che ha fatto scattare l’azione penale.
Tuttavia, nelle ultime ore è arrivato un primo importante esito processuale: per quanto riguarda Fabio Buanno Junior, nella giornata di ieri si è celebrato il rito abbreviato dinanzi al giudice Meccariello, conclusosi con una sentenza di assoluzione.
Una decisione che ridisegna il quadro giudiziario della vicenda almeno per uno degli imputati, mentre resta ancora aperta la posizione dell’altro giovane coinvolto.
Il caso riporta al centro dell’attenzione l’utilizzo del Daspo urbano come strumento di prevenzione e controllo del territorio, sempre più applicato nei contesti cittadini per contrastare fenomeni legati alla movida e alla sicurezza pubblica.

