
Casal di Principe. Prosegue davanti al tribunale di Santa Maria Capua Vetere il processo relativo alle presunte infiltrazioni del clan dei Casalesi negli appalti legati alle Ferrovie dello Stato. Nel corso dell’ultima udienza, una funzionaria di Rete Ferroviaria Italiana ha fornito la propria versione dei fatti, escludendo irregolarità nei contratti relativi alla fornitura e installazione dei sistemi per i passaggi a livello affidati al Consorzio Stars, struttura nella quale figurava come consulente Nicola Schiavone, noto come ‘o munaciello’.
Secondo quanto emerso durante l’esame in aula, la teste ha evidenziato che la documentazione analizzata non presentava criticità né anomalie nelle procedure di approvvigionamento. Una posizione che si inserisce nel dibattimento in corso davanti alla terza sezione del collegio giudicante, presieduto dal magistrato Giuseppe Meccariello.
Il procedimento vede coinvolto un ampio gruppo di imputati, tra cui lo stesso Nicola Schiavone insieme ad altri esponenti e presunti affiliati. Le accuse contestate sono pesanti e comprendono, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, estorsione, autoriciclaggio e trasferimento illecito di beni.
Nel corso del processo, la ricostruzione degli inquirenti punta a chiarire eventuali collegamenti tra il sistema degli appalti ferroviari e le attività del clan dei Casalesi. Tuttavia, le dichiarazioni rese in aula dalla funzionaria Rfi sembrano escludere, almeno per quanto riguarda i contratti oggetto di analisi, la presenza di elementi irregolari.
L’udienza è stata aggiornata alla fine del mese di marzo, quando il tribunale tornerà a riunirsi per proseguire con l’esame dei testimoni e l’approfondimento delle posizioni degli imputati coinvolti nell’inchiesta.

