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Epatite A, ordinanza nel Casertano: il diktat del sindaco a bar, ristoranti e negozi

 

CAPUA. L’allarme epatite A non riguarda più solo un fenomeno circoscritto, ma coinvolge direttamente anche il territorio casertano, dove sono stati censiti 33 casi dall’inizio dell’anno. Un dato che rientra nel quadro più ampio regionale, con oltre cento contagi registrati, e che ha spinto istituzioni sanitarie e amministrazioni locali ad attivare misure urgenti di prevenzione.

In provincia di Caserta è infatti in corso un monitoraggio straordinario da parte dell’ASL, con controlli rafforzati lungo tutta la filiera dei molluschi bivalvi, considerati uno dei principali veicoli di trasmissione dell’infezione se non adeguatamente tracciati o cotti. L’epatite A è una patologia virale che si diffonde prevalentemente per via oro-fecale, attraverso il consumo di alimenti o acqua contaminati oppure tramite contatto diretto con soggetti infetti.

Proprio per contenere il rischio sanitario, il Comune di Capua ha adottato un’ordinanza, firmata dal sindaco Adolfo VIllani, con misure stringenti rivolte agli operatori del settore alimentare. Ristoranti, bar, pescherie, supermercati e ambulanti autorizzati sono ora obbligati a garantire la tracciabilità dei prodotti e a esporre avvisi informativi per la clientela. Vietata la commercializzazione di prodotti privi di documentazione certa, mentre vengono intensificati i controlli contro il cosiddetto “fuori mercato”.

Particolare attenzione è riservata anche alle modalità di preparazione e somministrazione degli alimenti. Gli esercizi devono adottare procedure rigorose per evitare contaminazioni tra cibi crudi e cotti, oltre a formare adeguatamente il personale sulle norme igienico-sanitarie. Nelle mense scolastiche e nei servizi di ristorazione collettiva, è imposto l’utilizzo esclusivo di prodotti certificati e provenienti da filiere autorizzate.

Accanto agli obblighi per gli operatori, resta fondamentale il ruolo dei cittadini. Le autorità raccomandano di lavare accuratamente le mani, soprattutto prima dei pasti e dopo l’uso dei servizi igienici, e di consumare solo alimenti sicuri. Frutta e verdura devono essere lavate con acqua potabile, mentre i molluschi vanno sempre ben cotti: la semplice apertura delle valve non garantisce l’eliminazione del rischio.

L’ordinanza resterà in vigore fino al 20 aprile, salvo proroghe legate all’andamento epidemiologico. Nel frattempo, l’invito delle istituzioni è alla massima attenzione: la prevenzione, in questa fase, resta l’arma più efficace per contenere la diffusione del virus.

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