
REGIONALE – In Campania cresce l’attenzione per un aumento dei casi di epatite A, arrivati a quota 133 al 18 marzo. Un dato che ha spinto la Regione ad attivare nuove misure di controllo e prevenzione lungo tutta la filiera alimentare, in particolare quella dei molluschi bivalvi, spesso consumati crudi durante le festività.
Secondo le prime valutazioni, il picco sarebbe infatti collegato proprio al consumo di frutti di mare non adeguatamente cotti, una pratica diffusa soprattutto nel periodo natalizio. Per questo le autorità sanitarie hanno deciso di intensificare la sorveglianza, coinvolgendo le Asl, l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno e l’intera rete tecnico-scientifica regionale.
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV e si trasmette principalmente per via oro-fecale, cioè attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati oppure tramite contatti ravvicinati con persone infette. Il contagio può avvenire anche prima della comparsa dei sintomi, rendendo più difficile individuare tempestivamente i casi.
I segnali più comuni includono febbre, stanchezza, nausea, dolori addominali e, nei casi più evidenti, ittero, ovvero la colorazione gialla della pelle e degli occhi. Nei bambini, invece, l’infezione può manifestarsi in forma più lieve o addirittura senza sintomi.
Tra i principali fattori di rischio ci sono proprio i molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, che possono accumulare virus filtrando acque contaminate. Anche altri alimenti, come frutta, verdura o frutti di bosco, se non trattati correttamente, possono diventare veicolo di infezione.
Per ridurre il rischio, gli esperti raccomandano di evitare il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti. La semplice apertura delle valve non è sufficiente a garantire la sicurezza: la cottura deve essere completa e uniforme. È inoltre fondamentale acquistare prodotti solo da rivenditori autorizzati, controllando sempre provenienza ed etichettatura.
L’attenzione deve estendersi anche alla preparazione domestica degli alimenti. Lavare accuratamente le mani, separare cibi crudi e cotti, sanificare superfici e utensili e utilizzare solo acqua potabile sono comportamenti essenziali per prevenire il contagio.
Resta poi centrale il ruolo della vaccinazione, considerata la misura più efficace soprattutto per chi è stato a contatto con persone infette o appartiene a categorie a rischio. In caso di sintomi sospetti, come nausea persistente o affaticamento anomalo, è importante rivolgersi tempestivamente al medico.
Nella maggior parte dei casi l’epatite A si risolve senza complicazioni, ma può risultare più impegnativa negli adulti e nei soggetti fragili. Per questo, sottolinea la Regione, informazione corretta, igiene e attenzione ai consumi alimentari restano le armi principali per contenere la diffusione del virus.

