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Duplice omicidio nelle palazzine, la richiesta per 4: ras (quasi) graziato

 

SANTA MARIA CAPUA VETERE. Tre condanne e una richiesta di assoluzione. È questa la posizione espressa dalla Procura Generale davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Napoli nel procedimento relativo al duplice omicidio di Sebastiano Caterino e del nipote Umberto De Falco, uccisi il 31 ottobre 2003 a Santa Maria Capua Vetere.

Nel corso della requisitoria, il Procuratore Generale ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado, che aveva inflitto 28 anni di carcere ciascuno ai componenti della famiglia Moronese – Sandro, Agostino e Raffaelina Nespoli – mentre per il ras Corrado De Luca è stata ribadita la richiesta di assoluzione. Complessivamente, la pena richiesta ammonta a 84 anni di reclusione.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, l’agguato avvenne in pieno giorno. Le vittime si trovavano a bordo di una Volkswagen Golf GTI quando furono bloccate da due Alfa Romeo. Da una delle vetture scese il commando armato che aprì il fuoco esplodendo circa cinquanta colpi tra munizioni di diverso calibro.

Per Sebastiano Caterino non ci fu nulla da fare: morì sul colpo. Il nipote Umberto De Falco, gravemente ferito, fu trasportato in ospedale dove però decedette poche ore dopo.

Gli investigatori hanno collegato il duplice omicidio alle dinamiche interne alla camorra casalese. L’ordine di eliminare le vittime sarebbe stato deciso dai vertici del clan, tra cui Antonio Iovine, Michele Zagaria e Francesco Schiavone, già coinvolti nel procedimento con rito abbreviato insieme ad altri imputati.

Il processo vede impegnati numerosi legali sia per la difesa che per le parti civili. La Corte tornerà a riunirsi nelle prossime settimane per la lettura della sentenza, attesa nel mese di marzo.

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