
SANTA MARIA A VICO. Si è concluso poco fa l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip del Tribunale di Spoleto per Giuseppe Carfora e Anna Fiorella Piscitelli, già arrestati nei giorni scorsi per un tentativo di truffa aggravata ai danni di un’anziana. Ma mentre si attende la decisione del giudice, la loro posizione si aggrava ulteriormente: nelle ultime ore è emerso un nuovo, inquietante filone legato alla segregazione della madre dell’uomo, trovata in condizioni gravissime nella loro abitazione di Santa Maria a Vico, zona Fruggieri, a due passi dalla Nazionale.
Nel corso dell’udienza, i difensori – gli avvocati Carlo Perrotta e Davide Pascarella – hanno sollevato un’eccezione tecnica destinata a incidere sul procedimento: secondo la difesa, la competenza territoriale non spetterebbe al Gip di Spoleto ma a quello di Perugia, ai sensi dell’articolo 27 del codice di procedura penale. Su questo punto il giudice si è riservato, rinviando ogni decisione.
L’interrogatorio, terminato nel pomeriggio di oggi, si è svolto con i due indagati collegati da remoto: Carfora dalla casa di reclusione di Spoleto e Piscitelli dal carcere di Perugia. Entrambi erano stati arrestati il 17 marzo a Todi, al termine di un inseguimento scattato dopo un tentativo di raggiro messo in atto con il classico schema del “finto appartenente alle forze dell’ordine”.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima – una donna anziana residente a San Giustino – era stata contattata telefonicamente da un uomo che si spacciava per comandante della Guardia di Finanza. Con un racconto studiato nei dettagli, le veniva fatto credere che il marito fosse coinvolto in una rapina e che fosse necessario consegnare denaro e oggetti preziosi per evitare conseguenze giudiziarie. Il tentativo, però, è fallito grazie all’intervento del marito della donna e al tempestivo allarme lanciato ai carabinieri, che hanno poi intercettato e arrestato i sospetti lungo la E45.
Fin qui il primo filone. Ma è proprio dopo quell’arresto che è emersa una seconda vicenda ancora più grave.
I carabinieri di Santa Maria a Vico, venuti a conoscenza del fermo della coppia, hanno deciso di effettuare un controllo presso la loro abitazione insieme ai servizi sociali. All’interno dell’appartamento, dopo un accesso autorizzato, hanno scoperto una stanza chiusa e barricata con mobili: lì era rinchiusa la madre 75enne di Carfora.
La donna è stata trovata in stato di shock, denutrita e in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie. Soccorsa immediatamente dal 118, è stata trasferita d’urgenza all’ospedale di Marcianise, dove resta ricoverata. Durante la perquisizione, inoltre, sono stati rinvenuti circa 21 grammi di hashish e un bilancino di precisione.
Alla luce di questi elementi, il quadro accusatorio si amplia: oltre alla tentata truffa aggravata, per la coppia si profilano ora accuse pesantissime, tra cui sequestro di persona incapace, abbandono, maltrattamenti in famiglia e detenzione di droga ai fini di spaccio.
Due storie che si intrecciano – quella della truffa agli anziani e quella della violenza domestica – e che ora saranno al centro delle valutazioni dell’autorità giudiziaria. In attesa della decisione sulla competenza territoriale, resta un dato certo: l’inchiesta si fa sempre più grave e complessa.

