
CAPODRISE/MARCIANISE. Un violento episodio familiare si è concluso con un arresto nella notte tra sabato e domenica a Capodrise, dove un giovane di 20 anni è stato fermato dalla polizia al termine di una lite degenerata in minacce con armi da taglio.
L’intervento degli agenti del commissariato di Marcianise è scattato dopo una richiesta di aiuto partita dall’abitazione del ragazzo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe reagito in maniera aggressiva al rifiuto dei familiari di consegnargli del denaro. La somma, stando agli accertamenti, sarebbe stata richiesta per fini personali legati a un incontro a pagamento.
La tensione è salita rapidamente. Il 20enne avrebbe prima lanciato un telefono contro il padre, per poi afferrare due coltelli da cucina e minacciare i presenti. I genitori e il fratello, spaventati, si sarebbero chiusi in una stanza per evitare conseguenze peggiori, mentre venivano allertate le forze dell’ordine.
Gli agenti, giunti sul posto in pochi minuti, hanno bloccato il giovane e lo hanno condotto in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’arresto è stato successivamente portato all’attenzione del giudice per le indagini preliminari Daniela Vecchiarelli.
Nel corso dell’udienza di convalida è emerso anche il quadro personale del ragazzo. La difesa, rappresentata dall’avvocato Gennaro Caracciolo, ha evidenziato la presenza di problematiche psichiche che potrebbero aver influito sul comportamento.
Il giudice ha quindi convalidato l’arresto, riconoscendo la gravità dei fatti, ma ha disposto una misura cautelare meno severa. Il 20enne non resterà in carcere: per lui è stato stabilito il divieto di dimora nel comune di Capodrise, una sorta di allontanamento forzato dal contesto familiare in cui si è verificata la vicenda.

