Skip to main content

Processo Jambo, parla ex candidato sindaco: “Ecco la verità sugli incontri”

 

TRENTOLA DUCENTA. Non è mai avvenuto alcun incontro presso l’abitazione di Nicola Russo alla presenza di Domenico Pagano, Michele Griffo e Luigi Cassandra, come invece sostenuto dal collaboratore di giustizia Salvatore Orabona. Nessuna partecipazione a riunioni e nessuna ragione per prendervi parte, anche perché alcune delle persone indicate erano avversari politici. Le dichiarazioni rese dal pentito vengono definite prive di fondamento.

A sostenerlo è Nicola Picone, già candidato sindaco nel 2007 a Trentola Ducenta, coinvolto nel processo Jambo e in precedenza assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. Picone ha reso le proprie dichiarazioni nel corso del processo sulle infiltrazioni camorristiche nella città di Ettore Fieramosca, davanti alla terza sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Giuseppe Meccariello con i giudici Anna Sofia Sellitto e Raffaele Ferraro. Assistito dall’avvocato Pasquale Davide De Marco, il teste ha ribadito la totale estraneità rispetto all’incontro citato dal collaboratore.

Nel corso dell’udienza è stato ascoltato anche il finanziere Alessandro Scaraglio. Secondo quanto riferito dal pentito Orabona, avrebbe partecipato insieme ad altri soggetti a una riunione riguardante presunti pagamenti indirizzati al clan Schiavone piuttosto che agli Zagaria. Anche Scaraglio ha escluso qualsiasi coinvolgimento. Ha poi ricostruito alcuni rapporti personali, spiegando di aver acquistato un immobile dal vicino Luciano D’Alessio per una cifra superiore rispetto ad altre compravendite analoghe, pari a 240mila euro.

Ha chiarito inoltre di aver conosciuto Luigi Cassandra proprio tramite D’Alessio e ha ricordato una vacanza a Cervinia organizzata con lo stesso vicino, durante la quale erano presenti anche Salvatore Balivo e Cassandra. Dopo quell’esperienza, risalente al 2005, ha dichiarato di non aver più frequentato quel gruppo, ritenuto poco gradito, anche alla luce dei consigli ricevuti da un familiare che lo invitava a mantenere le distanze da Cassandra.

Il processo riprenderà nel mese di aprile. Sul banco degli imputati figurano Domenico Pagano, imprenditore di Trentola Ducenta, Domenico Farina di San Prisco e il tecnico Alfredo Maria Cenviti, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno, turbativa d’asta, corruzione, abuso d’ufficio e riciclaggio. L’inchiesta rappresenta uno sviluppo di un’indagine più ampia che ha coinvolto anche ex amministratori, imprenditori e funzionari pubblici.

Secondo l’accusa sarebbe stato creato un sistema capace di orientare gli appalti pubblici verso imprese vicine ai clan, in particolare alle fazioni Zagaria e Schiavone, attraverso un meccanismo di sostegno elettorale in cambio dell’assegnazione dei lavori. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giovanni e Michele Cantelli, Vittorio Giaquinto e Giuseppe Stellato.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!