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Detenuto anonimo scuote il processo: “accuse costruite contro gli agenti”

 

SANTA MARIA CAPUA VETERE. Ha chiesto di non essere identificato per paura di eventuali conseguenze su di lui e sui suoi familiari. Così un detenuto, ascoltato come testimone nel processo sulle presunte violenze avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, ha fornito in aula un racconto che mette in discussione, almeno in parte, la ricostruzione dell’accusa.

L’uomo, le cui generalità sono state oscurate su disposizione della presidente della Corte Claudia Picciotti, ha sostenuto che dietro alcune denunce nei confronti degli agenti penitenziari ci sarebbe stata una strategia orchestrata da un gruppo di detenuti. Secondo la sua versione, alcuni reclusi si sarebbero provocati autonomamente delle lesioni per attribuirle poi al personale in divisa.

Il riferimento è agli eventi del 6 aprile 2020, quando nel reparto Nilo dell’istituto casertano venne eseguita una vasta operazione di perquisizione che coinvolse circa 300 agenti. Secondo la Procura, quell’intervento si trasformò in una serie di violenze ai danni dei detenuti, dando origine al processo in corso davanti alla Corte di Assise, che vede imputate oltre cento persone tra agenti, funzionari e operatori sanitari.

Il testimone, chiamato dalla difesa, ha spiegato di aver in passato collaborato con la polizia penitenziaria, segnalando traffici illeciti all’interno del carcere, tra cui l’ingresso di droga e telefoni cellulari. All’epoca dei fatti svolgeva il ruolo di piantone nel reparto Danubio, area destinata anche all’isolamento, dove furono trasferiti alcuni detenuti dopo i disordini.

Proprio lì, ha riferito, avrebbe appreso sia dei presunti pestaggi, sia delle conversazioni tra detenuti che parlavano apertamente di accuse da rivolgere agli agenti. Secondo il suo racconto, alcuni avrebbero ammesso di essersi procurati ferite o di aver costruito episodi mai avvenuti.

Una testimonianza che aggiunge nuovi elementi al processo e che sarà valutata dalla Corte, chiamata a fare chiarezza su una vicenda complessa e ancora oggetto di forte dibattito.

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