
NAZIONALE – Il prezzo dei carburanti non accenna a crescere dopo lo scoppio della guerra in Iran. Ormai si è superati la soglia dei 2 euro al litro per quanto riguarda il diesel. La benzina resiste con 20 centesimi in meno circa ma con una quotazione comunque più elevata rispetto a qualche settimana fa.
Il problema è che le previsioni future parlano di nuovi rincari se la situazione non si sblocca. Un rincaro che non colpisce soltanto chi utilizza l’auto privata, ma rischia di avere effetti più ampi sull’economia. L’aumento dei costi di trasporto può infatti riflettersi sui prezzi finali dei beni, alimentando una nuova fase di inflazione.
Di fronte a questa situazione, si è tornato a discutere della possibilità di ridurre le accise sui carburanti. Tuttavia, il Governo sembra orientato a escludere un taglio generalizzato delle tasse alla pompa. Secondo il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, un intervento di questo tipo avrebbe costi molto elevati per lo Stato. Il precedente taglio delle accise introdotto nel 2022 durante il governo Draghi comportò una spesa pubblica di circa un miliardo di euro al mese, senza riuscire a fermare completamente la crescita dei prezzi.
Per questo motivo l’esecutivo starebbe valutando una strategia diversa, basata su misure mirate piuttosto che su uno sconto universale per tutti gli automobilisti. Tra le ipotesi allo studio c’è un bonus carburante destinato alle famiglie con redditi più bassi, probabilmente con una soglia Isee inferiore ai 15mila euro.
Parallelamente si discute anche di crediti d’imposta per le imprese e gli autotrasportatori, categorie particolarmente esposte agli effetti del caro carburanti. L’obiettivo è evitare che l’aumento dei costi logistici venga trasferito sui prezzi dei prodotti.
Resta sullo sfondo anche il meccanismo dell’accisa mobile, che permetterebbe di ridurre temporaneamente le accise compensando il minor gettito con l’aumento dell’Iva derivante dai prezzi più alti del petrolio. Tuttavia questa ipotesi, almeno per ora, sembra essere stata accantonata.
Alcune associazioni dei consumatori chiedono interventi più incisivi e immediati, mentre il Governo punta su un approccio più prudente per evitare squilibri nei conti pubblici. Le prossime settimane saranno decisive per capire quali misure verranno adottate per fronteggiare il caro carburanti e sostenere famiglie e imprese.

