
PRESENZANO. Dovrà comparire verso la fine del mese di maggio davanti alla quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano e originario di Sparanise. Il religioso è stato coinvolto in un procedimento penale con accuse molto gravi: abusi sessuali su minori, induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico.
La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha infatti deciso di impugnare la sentenza emessa in primo grado dal tribunale sammaritano. Il collegio giudicante, composto dal presidente Giovanni Caparco e dai giudici a latere Francesco Maione e Patrizia Iorio, aveva assolto l’ex sacerdote dalle imputazioni di abusi e di induzione alla prostituzione minorile, condannandolo invece a un anno e sei mesi di reclusione per la detenzione di materiale pedopornografico. Una decisione molto diversa rispetto alla richiesta formulata dall’accusa, che aveva sollecitato una pena di otto anni e sei mesi di carcere.
L’indagine nei confronti dell’ex parroco prese avvio nell’agosto del 2020. La sera del 14 agosto una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Capua lo fermò mentre era alla guida di una Mazda 2 in una zona poco illuminata nei pressi del cimitero di Presenzano. Con lui si trovavano due ragazzi di 16 e 18 anni. Dopo l’identificazione dei giovani, i militari esaminarono il cellulare di uno di loro, individuando conversazioni considerate sospette con il sacerdote.
Da quel momento partirono approfondimenti investigativi più ampi. Gli accertamenti portarono gli investigatori ad analizzare i contatti e le frequentazioni dell’ex parroco. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe incontrato diversi giovani, spesso stranieri provenienti dall’Est Europa o dall’Africa, con i quali avrebbe intrattenuto rapporti sessuali in strutture ricettive napoletane o in locali a luci rosse della zona di Piazza Garibaldi.
Le analisi dei dispositivi elettronici utilizzati dall’ex sacerdote avrebbero inoltre fatto emergere un sistema di regali e compensi destinati ai ragazzi frequentati. Durante le indagini è stato anche ricostruito un episodio avvenuto nella canonica che avrebbe coinvolto un minorenne.
Nel corso delle perquisizioni informatiche sono stati inoltre rinvenuti 19 video di natura pedopornografica.
Nel procedimento giudiziario l’ex parroco è assistito dagli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino, mentre le parti civili sono rappresentate dai legali Ernesto De Angelis e Luigi Scorpio. Ora la vicenda tornerà davanti ai giudici della Corte d’Appello di Napoli, chiamati a riesaminare il caso.

