
CALVI RISORTA/VITULAZIO. Una tragedia che ha segnato profondamente una famiglia e una comunità intera torna ora al centro delle aule di giustizia. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il rinvio a giudizio per Giovanni De Vita, 64 anni di Calvi Risorta, ritenuto responsabile dell’incidente stradale che costò la vita ad Antonio Lubrano, giovane motociclista di appena 18 anni originario di Vitulazio.
Il drammatico episodio risale alla notte tra l’8 e il 9 luglio 2023 e si verificò lungo la Statale 7 Appia, nel tratto compreso nel territorio di Pastorano. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri intervenuti sul posto, De Vita si trovava alla guida di una Bmw X5 che era ferma sul margine destro della carreggiata. L’automobilista si sarebbe poi immesso sulla corsia di marcia in direzione Capua.
In quello stesso momento stava sopraggiungendo uno scooter Yamaha TMax condotto dal giovane Lubrano. Sempre secondo l’impostazione accusatoria, subito dopo essersi inserito nel traffico il conducente del Suv avrebbe tentato una manovra di inversione a “U”, non consentita in quel tratto di strada a causa della linea continua di mezzeria.
Lo scooter, ormai troppo vicino per evitare l’impatto, avrebbe urtato con violenza il lato sinistro del veicolo, all’altezza della portiera anteriore. L’impatto è stato devastante: i due occupanti del motociclo sono stati sbalzati sull’asfalto. Il corpo del 18enne è stato proiettato violentemente sulla carreggiata, mentre la persona che viaggiava con lui ha riportato gravi ferite.
Le condizioni del giovane motociclista si sono rivelate subito disperate. I sanitari hanno riscontrato traumi gravissimi al volto, all’addome e agli arti. Nonostante i tentativi dei medici di salvarlo, il quadro clinico è precipitato rapidamente fino allo shock traumatico che ne ha provocato il decesso.
Nel procedimento penale la famiglia della vittima si è costituita parte civile ed è assistita dagli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi del Foro di Roma. La Procura di Santa Maria Capua Vetere, con il pubblico ministero Vincenzo Quaranta, contesta all’imputato i reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi.
Secondo l’accusa, alla base dell’incidente ci sarebbero imprudenza, negligenza e violazioni delle norme del Codice della strada. Il processo inizierà il prossimo 16 marzo davanti al tribunale sammaritano.

