
SANTA MARIA CAPUA VETERE/SANTA MARIA A VICO. Il procedimento giudiziario su una serie di furti commessi tra ville di pregio e luoghi di culto nel Casertano si dividerà in tre diversi filoni processuali. La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Mauro Bottone, al termine dell’udienza che vedeva coinvolte complessivamente 23 persone.
Per tre degli imputati il gup ha disposto il rinvio a giudizio. Si tratta di Stefano Maisto, Emanuele Tornincasa e Angelo Tarallo, che dovranno affrontare il processo davanti al tribunale competente per rispondere delle accuse formulate dalla Procura sammaritana.
Per altri due indagati, invece, il giudice ha stabilito la trasmissione degli atti alla Procura di Napoli Nord per questioni legate alla competenza territoriale. Si tratta di Raffaella Galloppo e Maria Luisa Russo, entrambe accusate del reato di ricettazione.
Diversa la posizione degli altri 18 indagati coinvolti nell’inchiesta: per loro gli atti sono stati inviati alla Procura di Napoli, che dovrà valutare le successive determinazioni giudiziarie.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, riguarda una serie di furti che secondo gli investigatori sarebbero stati messi a segno ai danni di abitazioni di alto valore e di diversi edifici religiosi tra il Casertano e il basso Lazio.
Tra gli episodi contestati figurano colpi avvenuti all’interno di Palazzo Mazzocchi a Santa Maria Capua Vetere, nella chiesa di San Marco Evangelista a Santa Maria a Vico e nella chiesa di Sant’Eustachio a Sessa Aurunca. Nell’elenco delle accuse compare anche un episodio particolarmente grave: il furto delle reliquie di Sant’Erasmo custodite in una teca all’interno della chiesa dedicata al santo a Formia.

