
MARCIANISE. Un’indagine della Guardia di Finanza di Caserta ha portato all’applicazione di una misura cautelare nei confronti di una persona gravemente indiziata di usura. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni.
Secondo quanto reso noto in un comunicato ufficiale della Procura, i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare personale dell’obbligo di dimora. Il provvedimento riguarda un soggetto ritenuto coinvolto, allo stato delle indagini preliminari, in una serie di presunte condotte usurarie.
L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia presentata da una delle vittime. A seguito della segnalazione, le indagini sono state avviate dai finanzieri della compagnia di Marcianise, sotto il coordinamento della Procura sammaritana. Gli accertamenti si sono sviluppati attraverso verifiche bancarie e l’acquisizione di testimonianze, consentendo agli investigatori di ricostruire il presunto sistema di prestiti a condizioni estremamente gravose.
Dalle risultanze investigative sarebbe emerso che, a fronte di somme di denaro concesse nel tempo, veniva richiesto il pagamento di interessi ben superiori ai limiti previsti dalla legge. In alcuni casi, secondo l’ipotesi accusatoria, i tassi avrebbero raggiunto anche il 120% su base annua.
Le presunte attività usurarie sarebbero state commesse fino al 2024 e non riguarderebbero soltanto la persona che ha presentato la denuncia iniziale, ma anche altre vittime individuate nel corso degli approfondimenti investigativi in diversi comuni della provincia di Caserta.
Alla luce degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e specifiche esigenze cautelari, disponendo quindi l’applicazione della misura dell’obbligo di dimora.
La Procura ha comunque precisato che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Pertanto l’indagato deve considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva e il giudice potrà, nel prosieguo del procedimento, valutare anche l’assenza di responsabilità.

