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In fuga sul T-Max rubato, verdetto per Buanno jr

 

MARCIANISE. Si è concluso con una condanna a un anno di pena il processo a carico di Fabio Junior Buanno, 24enne residente a Marcianise, imputato per resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione in relazione a un episodio avvenuto nel giugno del 2021 in città. Il giovane è figlio di un uomo, considerato in passato vicino al clan Belforte, libero dopo aver pagato il suo debito con la giustizia e poi deceduto

La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Riccio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, al termine del giudizio celebrato con rito abbreviato. La Procura aveva chiesto una pena più severa, ma il giudice ha accolto la linea difensiva dell’avvocato Pasquale Delisati, rideterminando la condanna finale a un anno.

Il procedimento nasce da un episodio verificatosi il 22 giugno 2021 a Marcianise, quando una pattuglia della Polizia di Stato del commissariato locale stava effettuando un servizio di controllo del territorio. In quel momento gli agenti avrebbero incrociato un motociclo Yamaha T-Max che procedeva a velocità sostenuta lungo viale Kennedy.

Secondo quanto ricostruito negli atti dell’indagine, alla vista della pattuglia il conducente non si sarebbe fermato all’alt ma avrebbe accelerato tentando di sottrarsi al controllo. Durante la fuga il motociclista avrebbe effettuato manovre considerate pericolose, attraversando diverse strade cittadine tra cui viale Vittoria e alcune arterie limitrofe.

L’inseguimento si sarebbe concluso quando il conducente avrebbe abbandonato il mezzo nei pressi di via Palestrina, proseguendo poi la fuga a piedi per far perdere le proprie tracce.

Nel corso degli accertamenti è emerso inoltre che il motociclo utilizzato, un Yamaha T-Max, sarebbe risultato di provenienza illecita. Secondo l’accusa il mezzo era stato acquistato o comunque ricevuto pur sapendo della sua origine irregolare, con telaio e matricola alterati.

Al termine dell’udienza, celebrata con rito abbreviato, il giudice ha quindi pronunciato la condanna a un anno di reclusione, riducendo la richiesta avanzata dalla Procura e accogliendo le argomentazioni della difesa.

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