
MARCIANISE. La Corte di Cassazione ha confermato la sussistenza della gravità indiziaria nei confronti di Roberto Trombetta, già docente di Marcianise e fratello di Luigi Trombetta, figura ritenuta vicina al clan Belforte. I giudici della Suprema Corte hanno infatti respinto il ricorso presentato dalla difesa, lasciando quindi in piedi l’ordinanza emessa in precedenza dal Tribunale del Riesame che aveva già ritenuto fondati gli elementi raccolti dagli inquirenti.
Trombetta era stato arrestato nel settembre del 2025 nell’ambito di un’indagine legata a presunti episodi di estorsione. Al centro della vicenda vi sarebbe una richiesta avanzata nei confronti del titolare di un supermercato, al quale sarebbe stata imposta l’assunzione di una donna indicata dallo stesso indagato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la richiesta non sarebbe stata formulata come un semplice suggerimento. Gli inquirenti ritengono infatti che dietro quella sollecitazione si nascondesse una pressione riconducibile al contesto criminale di riferimento. Durante un incontro con l’imprenditore, Trombetta avrebbe pronunciato una frase ritenuta significativa dagli investigatori: avrebbe spiegato al commerciante che, essendo “una persona intelligente”, avrebbe dovuto comprendere che quella richiesta non proveniva direttamente da lui ma da altri soggetti.
Un passaggio che, secondo gli investigatori, lascerebbe intendere un riferimento implicito a figure di maggiore peso nell’ambito dell’organizzazione criminale. Proprio quell’incontro sarebbe stato monitorato dai carabinieri, che si trovavano nelle vicinanze in abiti civili e che avrebbero ascoltato la conversazione.
Gli elementi raccolti durante l’attività investigativa hanno portato prima all’arresto dell’uomo e successivamente alla valutazione del Riesame, che aveva già ritenuto sussistente il quadro indiziario. Ora la decisione della Cassazione rafforza quella impostazione accusatoria, confermando la validità delle contestazioni mosse nei confronti di Trombetta.
La vicenda si inserisce nel contesto delle attività investigative legate alle dinamiche criminali dell’area di Marcianise, territorio storicamente interessato dalle operazioni contro il clan Belforte. Il procedimento giudiziario proseguirà ora nei successivi gradi di giudizio per l’accertamento definitivo delle responsabilità.

