
San Felice a Cancello. Il maxi blitz antidroga scattò lo scorso 1 ottobre all’alba da parte dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Maddaloni che sgominarono una doppia piazza di spaccio con capo promotore il ras Aniello Turnacco.
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli Fabio Provvisier ha disposto il giudizio immediato per 10 soggetti accusati di associazione e traffico di sostanze stupefacenti. In aula alla quinta sezione del Collegio C il prossimo 15 aprile alle 9 e 30.
Aniello Turnacco 28enne corso Abatemarco
Stefano Turnacco 53 anni via Fosse
Marta Crisci 47 anni via Fosse
Bruno Castaldo 27 anni via Fosse
Dario Castaldo 26 anni via Fosse
Giovanna Tornacco 47 anni via Fosse
Pellegrino Rino 47 anni via Falda
Salvatore Cioffi 33 anni, via Fasanari
Aniello Bernardo 45 anni, vico Petraio San Felice
Corrado Ferruccio 52 anni Napoli
Sono ritenuti responsabili di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e hashish e di detenzione ai fini di spaccio, in concorso, di stupefacenti.
Le indagini, svolte dal personale del Nucleo Operativo della citata Compagnia dal maggio del 2022 al gennaio 2023, hanno consentito, anche attraverso l’espletamento di attività tecniche, di disvelare l’esistenza di un gruppo criminale dedito al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con base operativa nel comune di San Felice a Cancello.
Dalle attività di indagini svolte è emerso un giro d’affari del gruppo criminale in centinaia di migliaia di euro ed è stato possibili ricostruire il percorso degli stupefacenti che, approvvigionati dal gruppo criminale nell’area Nord di Napoli, venivano poi destinati principalmente alle piazze di spaccio di San Felice a Cancello dove, nella frazione talanico, i carabinieri hanno scoperto un appartamento adibito a “raffineria” per il narcotico oltre a diversi box utilizzati per lo stoccaggio delle varie tipologie di stupefacenti che venivano ceduti anche fuori provincia e in particolare nei centri di Napoli e Benevento.
Il rapporto tra Cioffi e Turnacco
Salvatore Cioffi 43enne, spesso senza informare Rino Gagliardi intratteneva rapporti direttamente con il capo dei baracaccari Aniello Turnacco, che aveva la cimice in auto, mentre Cioffi aveva il telefono con il trojan e quindi la sua attività di messaggistica finiva direttamente ai carabinieri del NORM Maddaloni.
Il giorno 8 dicembre 2022 viene registrata una conversazione tra Aniello e Bruno Castaldo mentre sono in auto.
Bruno, parlando di guadagni, chiede ad Aniello se debba restituirgli i cento euro che gli ha prestato entro la sera. Aniello dice di non
preoccuparsi e poi gli riferisce che i soldi comunque dovrebbe darli a Cioffi Salvatore con il quale ha contratto un debito di 1800 euro (evidentemente per
l’acquisto di droga) ed al quale avrebbe già saldato 1450 euro. Bruno si meraviglia del fatto che Aniello abbia acquistato della droga direttamente da Cioffi e non da
Gagliardi.
Aniello gli confida che hanno fatto quest ‘operazione all’insaputa di Rino che per poco non li scopriva.
Lo chiamava Tore
Il giorno successivo Aniello mentre si trova ancora in auto, invia un messaggio vocale a Cioffi Salvatore (lo chiama Tore) garantendo
che entro le 17 racimolerà i soldi per saldare il debito.
Il 12 gennaio avviene un ulteriore consegna di venti grammi di cocaina tra Turnacco e Cioffi. A partire dalle ore 18.30 sul telefono del talanicaro viene registrato un fitto scambio di messaggi WhatsApp intercorsi tra il CIOFFI ed il TURNACCO. I due devono incontrarsi per lo scambio
(in uno dei messaggi TURNACCO, in modo criptico, chiede venti grammi) e Salvatore invita Aniello a farsi trovare nei pressi di un supermercato.

