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Quaqquaroni, le motivazioni della stangata per 4

 

Marcianjse. La Corte di Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza con cui sono state rese definitive le condanne nei confronti di alcuni esponenti del clan camorristico Piccolo-Letizia, attivo nel territorio di Marcianise e nel casertano. Si tratta della decisione n. 3851 del 2026 con la quale la Suprema Corte ha rigettato i ricorsi presentati dagli imputati, mettendo così la parola fine a una lunga vicenda giudiziaria legata a episodi di estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso.

Nelle motivazioni depositate dai giudici viene ribadito un principio centrale: il reato di tentata estorsione può essere riconosciuto anche quando la richiesta di denaro o di utilità non viene formulata in maniera esplicita. Secondo la Corte, infatti, è sufficiente che il comportamento degli imputati sia chiaramente orientato a intimidire la vittima sfruttando il peso e la reputazione del clan sul territorio.

La sentenza conferma in particolare la condanna a 13 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a una multa di 5.000 euro, nei confronti di Gaetano Monica, ritenuto responsabile di numerosi episodi di estorsione e tentata estorsione aggravata, oltre che di porto e detenzione di armi clandestine e danneggiamenti. Per i giudici, anche atti preparatori possono integrare il tentativo di estorsione quando risultano chiaramente diretti alla realizzazione del reato.

Confermata anche la pena a 8 anni di reclusione e 5.400 euro di multa per Agostino Piccolo, indicato come capo del clan. In questo caso la Corte ha riconosciuto la riduzione della pena legata alla collaborazione con la giustizia e alle attenuanti generiche, respingendo però le contestazioni presentate dalla difesa sulla quantificazione della condanna.

Respinto inoltre il ricorso di Ottavio Antonio Sorbo, già condannato a 4 anni di reclusione e 2.000 euro di multa per estorsione aggravata in concorso. Secondo la Cassazione il suo contributo non può essere considerato marginale o neutro, ma ha rappresentato un sostegno consapevole all’azione criminale.

Confermata infine la condanna a 8 anni di reclusione e 6.000 euro di multa per Pasquale Regino, ritenuto responsabile di estorsione continuata aggravata.

Nelle motivazioni i giudici sottolineano come il cosiddetto “metodo mafioso silente” continui a produrre effetti intimidatori anche senza minacce esplicite. In contesti dominati da organizzazioni criminali, spiegano i magistrati, la semplice presenza di uomini legati al clan o il riferimento al loro nome può bastare a generare paura e a condizionare le vittime. La pubblicazione delle motivazioni consolida così il quadro accusatorio e rende definitive le responsabilità penali degli imputati.

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