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Maxi rogo nel capannone della valle, a processo i capi dell’azienda

Valle Caudina/Airola/Santa Maria a Vico. Più di quattro anni fa, il 13 ottobre 2021, si è sviluppato un vasto incendio nella zona industriale di Airola. Il rogo ha interessato il capannone preso in fitto dalla Sapa completamente distrutto dalle fiamme.

Lanube di fumo era talmente grande che ha raggiunto le provincie di Caserta e Napoli. Un incendio che si è scoperto, tramite indagini, di natura dolosa anche se i responsabili non sono mai stati individuati, ma in causa sono stati chiamati, come presunti concorrenti colposi nella propagazione del rogo, tre persone e il pm Marilla Capitanaio, ha chiesto il rinvio a giudizio per gli stessi.

I tre sono: Rosanna De Lucia, di Santa Maria a Vico, presidente del Cda della Sapa, Giovanni Affinita, di Napoli, amministratore delegato della società, e Livio Carmine Matarazzo, della provincia di Salerno, responsabile del Servizio di prevenzione e protezione.
Ad assistere i primi due l’avvocato Vincenzo Megna, mentre il terzo è difeso dall’avvocato Francesco Lombardi. Proprio in questi giorni, c’è stata la prima udienza davanti al gup Maria Di Carlo, durante la quale, la proprietaria della struttura, “Autotrasporti De lucia srl”, ha deciso di costituirsi parte civile, assistita dal suo legale Claudio Sgambato

Mentre è stato negato un rinvio avanzato dall’avvocato Giuseppe Bello per procedere alla richiesta di costituzione di parte civile del Comune di Airola.

In aula, c’è stato anche l’interrogatorio  dell’ingegnere Matarazzo, che ha affermato di essere un consulente esterno e quindi senza alcun potere di spesa, e ha ricordato, tra le altre cose, di aver segnalato il mancato completamento dell’impianto antincendio.
Durante il pomeriggio della prima udienza, il giudice ha deciso che il processo vero e proprio inizierà il 5 novembre. Sugli imputati pesano accuse di natura colposa, come la mancata compartimentazione e la mancata predisposizione dei dispositivi di controllo, per la prevenzione o eliminazione dei pericoli, come appunto gli incendi, come il mancato completamento dei lavori di adeguamento.

Stando alla Procura, questi sono stati fattori che hanno fatto si che il rogo si sviluppasse e propagasse velocemente, quindi se la struttura fosse stata a norme, secondo sempre la Procura, il rogo sarebbe potuto essere meno esteso e devastante.

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