
CARINOLA. Nuovo intervento della Polizia Penitenziaria all’interno della casa circondariale di Carinola, dove nelle scorse ore sono stati rinvenuti sostanze stupefacenti e diversi dispositivi telefonici nascosti tra le celle. Il ritrovamento è avvenuto a seguito dell’avvistamento di un drone che, nelle prime ore della mattina di venerdì, è stato notato mentre sorvolava l’area della struttura detentiva.
L’episodio ha fatto immediatamente scattare l’allerta tra il personale in servizio. Su disposizione del comandante dell’istituto è stata quindi avviata una perquisizione straordinaria all’interno di alcuni reparti del carcere, con controlli accurati nelle celle e negli spazi comuni, nell’ambito delle attività di prevenzione contro l’introduzione di oggetti vietati.
Durante le verifiche gli agenti hanno individuato un nascondiglio ricavato all’interno di una parete. Nel vano, scavato nel muro, erano stati occultati diversi panetti di hashish per un peso complessivo di circa 350 grammi. Insieme alla droga sono stati trovati anche cinque smartphone pronti all’uso e due micro cellulari, completi di caricabatterie, strumenti spesso utilizzati per comunicazioni non autorizzate con l’esterno.
Il materiale rinvenuto è stato immediatamente sequestrato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha disposto ulteriori accertamenti per risalire ai responsabili e chiarire le modalità con cui droga e telefoni sarebbero potuti entrare all’interno dell’istituto penitenziario.
Sull’episodio sono intervenute anche alcune sigle sindacali della Polizia Penitenziaria, tra cui Osapp e Si.N.A.P.Pe, che hanno evidenziato il lavoro svolto dal personale impegnato quotidianamente nel garantire sicurezza e legalità all’interno delle strutture detentive.
L’operazione si inserisce in un contesto di controlli sempre più serrati per contrastare il fenomeno dell’introduzione di sostanze stupefacenti e dispositivi tecnologici nei penitenziari, spesso tentata attraverso sistemi sempre più sofisticati come l’utilizzo di droni.
Il sequestro effettuato a Carinola rappresenta l’ennesimo episodio che conferma l’attenzione delle forze dell’ordine nel monitorare e contrastare queste attività illegali all’interno delle carceri.

