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Decreto ingiuntivo con cifra ‘monstre’ di Acqua Bene Comune: cittadini chiedono spiegazioni

San Felice a Cancello. Con la delibera di giunta numero 22 del 2 marzo (assenti il vicesindaco Pirozzi e l’assessore alla Trasparenza Michela Izzo) è stato conferito dall’esecutivo guidato dal sindaco Nuzzo un incarico legale all’avvocato Giovanni Taglialatela per opporsi al ricorso per decreto ingiuntivo dell’ABC (Acqua Bene Comune Napoli Azienda Speciale) presso il tribunale partenopeo.

Stiamo parlando del decreto ingiuntivo n. 876/2026 notificato all’ente sanfeliciano  il giorno 20 febbraio con protocollo 3180, quindi esattamente 2 settimane fa.

L’ABC sta bussando a denari nei confronti del Comune di San Felice a Cancello e si è rivolto al tribunale di Napoli.

Secondo quanto abbiamo appreso Acqua Bene Comune avrebbe richiesto una cifra monstre all’ente sanfeliciano, di oltre tre milioni di euro, insomma tanta roba.

Alcuni cittadini ci hanno scritto preoccupati per le eventuali conseguenze che potrebbe avere questo decreto ingiuntivo sui conti pubblici.

A fronte di questa situazione l’amministrazione comunale (oltre ad opporsi legalmente) dovrebbe informare i cittadini sullo stato dell’arte. Ha il dovere morale di farlo…

Purtroppo per i residenti a San Felice a Cancello c’è una minoranza che non attua alcuna azione di controllo, eppure basterebbe una semplice richiesta di accesso agli atti; è davvero incomprensibile che esponenti eletti dal popolo siano così refrattari a svolgere il proprio ruolo istituzionale.

Ne va dell’interesse generale di una comunità che al momento e per la sua maggioranza (vedendo i dati elettorali del 2023) è completamente orfana dei rappresentanti istituzionali locali.

 

 

 

 

 

 

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