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Zannini sulla barca a Capri, fatture pagate dopo la foto al porto: “L’accordo era…”

 

MONDRAGONE. Una gita in barca a Capri, fatture emesse a distanza di tempo e una serie di telefonate per sistemare i conti. È uno degli episodi ricostruiti negli atti dell’indagine che coinvolge il consigliere regionale Giovanni Zannini e altre persone finite sotto inchiesta.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto ruota attorno a un weekend trascorso nel settembre 2023 a bordo dello yacht “Camilla A”, imbarcazione utilizzata per una gita verso Capri. Il soggiorno sarebbe stato organizzato attraverso una società di noleggio, mentre nella vicenda compaiono anche Luigi Griff0 e Paolo Griff0, che secondo le carte avrebbero avuto un ruolo nei rapporti con Zannini.

Dagli atti emerge che il politico avrebbe inizialmente sostenuto che il pagamento della gita sarebbe avvenuto in modo dilazionato. Nelle conversazioni telefoniche successive, però, Zannini avrebbe cercato di chiarire la questione delle fatture e dei pagamenti con il proprio commercialista e con la segreteria della società di noleggio.

In una telefonata, Zannini spiega: “Noi siamo andati il nove e il dieci… l’accordo era di pagare un acconto subito e poi il saldo con calma”. Nella stessa conversazione afferma di aver già effettuato un bonifico per alcune spese e di attendere la fattura per il saldo. Il riferimento è alla fattura collegata proprio al soggiorno a bordo dello yacht.

Un altro passaggio riguarda una possibile rettifica della documentazione fiscale. Durante il dialogo con la segreteria della società, Zannini fa notare alcune incongruenze: “Ho notato che in questa fattura… è sbagliato anche il numero del contratto”. Da qui la richiesta di una nota di credito e della successiva riemissione della fattura corretta.

Le verifiche bancarie effettuate dagli investigatori ricostruiscono poi i movimenti economici successivi. Il 25 gennaio 2024 Zannini effettua un bonifico di 7.100 euro . Nei giorni successivi risultano altre operazioni: un bonifico di 220 euro per il saldo di un’ulteriore fattura e, secondo gli atti, anche un trasferimento di 3.000 euro disposto da Alfredo Campoli in favore dello stesso Zannini con riferimento alla quota di partecipazione alla gita.

Un elemento ritenuto significativo dagli investigatori riguarda il momento in cui i pagamenti vengono effettuati. Secondo la ricostruzione contenuta nelle carte, i versamenti sarebbero arrivati diversi mesi dopo il soggiorno a Capri. In una successiva audizione, lo stesso responsabile della società avrebbe dichiarato di non aver concordato con Zannini alcuna dilazione di pagamento per la gita.

Gli atti evidenziano inoltre che Zannini avrebbe temuto di essere intercettato o seguito dopo la discesa dallo yacht. In alcune conversazioni successive avrebbe infatti fatto riferimento al fatto di essere stato fotografato al porto, circostanza che lo avrebbe spinto a sistemare rapidamente la posizione contabile relativa alla gita.

L’episodio della vacanza a Capri e dei pagamenti successivi rappresenta quindi uno dei tasselli della più ampia indagine. Gli investigatori ritengono che le conversazioni telefoniche e i movimenti bancari ricostruiscano nel dettaglio la sequenza dei fatti legati a quel weekend sullo yacht.

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