
CASERTA. Prosegue davanti al tribunale la vicenda giudiziaria che riguarda Silvio Vespignani, 37 anni, originario di Caserta, rinviato a giudizio dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. L’uomo è imputato per minacce aggravate e tentata estorsione, con l’ulteriore aggravante della recidiva reiterata.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i fatti contestati risalgono alla primavera del 2023. Il primo episodio sarebbe avvenuto nell’aprile di quell’anno e avrebbe coinvolto un uomo indicato con le iniziali F.M. L’imputato, stando all’accusa, avrebbe rivolto alla vittima frasi pesanti e intimidatorie, accusandolo di essere vicino alle forze dell’ordine e minacciandolo apertamente. Tra le espressioni pronunciate anche la frase: “A Caserta faccio quello che voglio”.
L’episodio è emerso dalla denuncia presentata dalla presunta vittima pochi giorni dopo l’accaduto, dalla quale è partita l’attività investigativa.
Un secondo episodio contestato riguarda invece il titolare di un centro scommesse situato in piazzetta Carlo Alberto Dalla Chiesa a Caserta. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Vespignani avrebbe preteso di utilizzare gratuitamente le slot machine presenti nell’attività commerciale. La richiesta sarebbe stata accompagnata da minacce, tra cui quella di danneggiare l’intero locale.
Il gestore del centro scommesse, temendo possibili ritorsioni sia per la propria sicurezza personale sia per l’integrità delle apparecchiature presenti nel locale, avrebbe inizialmente ceduto alle richieste.
La situazione, secondo gli atti dell’indagine, avrebbe raggiunto il punto più critico alcune settimane dopo. In quell’occasione Vespignani, mentre rinnovava le minacce, avrebbe tirato fuori una pistola appoggiandola sul tavolo della postazione riservata al personale, con l’obiettivo di intimidire ulteriormente il titolare.
L’imputato è assistito dall’avvocato Orlando Sgambati, del Foro di Santa Maria Capua Vetere. Durante la prima udienza il legale ha evidenziato un aspetto procedurale ritenuto rilevante dalla difesa: il titolare del centro scommesse non sarebbe stato ascoltato nel corso delle indagini tramite sommarie informazioni testimoniali.
Secondo la difesa si tratterebbe di un passaggio importante, che avrebbe potuto chiarire meglio i fatti ricostruiti dagli investigatori. Nelle prossime udienze è attesa anche la testimonianza del colonnello Scolastico, oggi in servizio a Bologna ma in passato operativo a Caserta.

