
NAZIONALE – La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran rischia di avere effetti diretti anche sull’economia delle famiglie italiane. Secondo le prime stime delle associazioni dei consumatori e degli analisti del settore energetico, il conflitto potrebbe tradursi in nuovi rincari per bollette e carburanti, con un impatto significativo sui bilanci domestici nei prossimi mesi.
Il motivo principale è legato alla situazione nello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più importanti per il commercio mondiale di energia. Da questo passaggio marittimo transita infatti circa un quinto del petrolio venduto nel mondo e una quota rilevante di gas naturale liquefatto (GNL) proveniente dai Paesi del Golfo. Le tensioni nella zona hanno già rallentato il traffico delle petroliere e delle navi che trasportano gas, con centinaia di imbarcazioni ferme o in attesa.
L’incertezza sul futuro delle forniture ha spinto verso l’alto le quotazioni delle materie prime energetiche. Il prezzo del gas sui mercati europei ha superato i 60 euro per megawattora, livelli che non si vedevano da agosto 2022. Anche il petrolio ha iniziato a salire, con effetti immediati sul costo dei carburanti.
Secondo il Codacons, l’effetto complessivo per le famiglie italiane potrebbe tradursi in un aumento delle spese annuali compreso tra 614 e 818 euro, considerando sia le bollette energetiche sia il costo dei carburanti. L’associazione delle imprese petrolifere Unem ipotizza inoltre un possibile rincaro di circa 10 centesimi al litro per il gasolio, mentre gli analisti di Facile.it stimano un aumento medio di 166 euro all’anno per le bollette di luce e gas.
Nel dettaglio, i calcoli effettuati su una famiglia tipo indicano un incremento di circa 121 euro per il gas e 45 euro per l’energia elettrica nell’arco di dodici mesi. Il totale della spesa energetica domestica potrebbe così arrivare a circa 2.593 euro annui, con un aumento del 7% rispetto alle previsioni precedenti allo scoppio del conflitto.
Gli aumenti colpiranno soprattutto chi ha sottoscritto contratti con tariffa indicizzata, cioè legata all’andamento dei prezzi all’ingrosso dell’energia. In questi casi il costo della bolletta varia periodicamente: se il mercato sale, anche la spesa per il consumatore aumenta. Chi invece ha scelto una tariffa a prezzo fisso non subirà rincari immediati, almeno fino alla scadenza del contratto.

