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Truffa sui bonus edilizi, chiusa l’inchiesta EasyBonus: 59 patteggiano, 13 rinvii a giudizio

 

CAPODRISE. Si chiude con decine di patteggiamenti e tredici rinvii a giudizio uno dei filoni investigativi più consistenti legati alle frodi sui crediti fiscali del cosiddetto “bonus facciate”. La giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Lecce, Maria Francesca Mariano, ha definito la posizione della gran parte degli indagati nell’ambito dell’inchiesta denominata “EasyBonus”, scaturita nel febbraio del 2024 con 13 arresti e il sequestro preventivo di circa quattro milioni di euro.

Il procedimento, coordinato dalla Procura di Lecce e sviluppato dalle indagini della Guardia di Finanza, riguarda un presunto sistema organizzato che avrebbe generato crediti d’imposta inesistenti per una cifra vicina ai 15 milioni di euro. Secondo l’ipotesi accusatoria, venivano attestati interventi di rifacimento delle facciate di immobili che in realtà non sarebbero mai stati realizzati. Su queste operazioni sarebbero stati poi creati crediti fiscali successivamente ceduti a Poste Italiane, inducendo in errore anche l’Agenzia delle Entrate.

Per 59 imputati la vicenda si è chiusa con il patteggiamento della pena, mentre per altri 13 si aprirà il processo con rito ordinario. Il dibattimento inizierà l’8 giugno davanti al Tribunale di Lecce.

Tra le figure ritenute centrali nell’indagine compare Marcello Giorgio Monsellato, 49 anni, originario di Presicce-Acquarica, considerato dagli investigatori il presunto promotore del sistema. Per lui è stato definito un accordo con la giustizia a 2 anni e 8 mesi di reclusione e una multa di 6.535 euro, convertita in 1.920 ore di lavori di pubblica utilità, in relazione alle accuse di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio e violazioni fiscali.

I proscioglimenti e i processi

Nel corso dell’udienza preliminare sono state inoltre registrate tre decisioni di proscioglimento. Tra queste quella dell’imprenditore Orazio Preite, 41 anni, di Taurisano, per il quale la giudice ha disposto il non luogo a procedere con la formula “per non aver commesso il fatto”. Secondo la ricostruzione difensiva accolta dal tribunale, una movimentazione di denaro contestata dagli investigatori sarebbe stata invece collegata alla vendita documentata di un’automobile.

Stessa decisione anche per uno studente universitario di Lecce, ritenuto estraneo alle operazioni bancarie sotto esame, mentre per un terzo imputato il procedimento è stato dichiarato estinto per decesso.

Tra coloro che dovranno affrontare il processo figura anche Concetta Lettucci, 51 anni, residente a Capodrise. La sua posizione sarà valutata nel dibattimento che partirà a giugno, durante il quale l’accusa dovrà dimostrare l’eventuale coinvolgimento nel presunto meccanismo di frode fiscale e riciclaggio legato ai bonus edilizi.

Il provvedimento del giudice ha inoltre disposto la confisca delle somme ritenute provento delle attività illecite. Per gli imputati incensurati che hanno scelto il patteggiamento è stata concessa la sospensione condizionale della pena.

L’inchiesta “EasyBonus” resta una delle indagini più rilevanti nel Mezzogiorno sulle presunte truffe connesse ai crediti fiscali edilizi, caratterizzata da un sistema articolato e da ramificazioni in diverse regioni italiane.

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