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L’acconto da 4 milioni che inguaia politico e titolari del caseificio. I retroscena dell’inchiesta

 

L’aggiornamento

MONDRAGONE. Un finanziamento pubblico da 13 milioni di euro, di cui 4 già erogati come primo acconto, è al centro dell’inchiesta che ha portato al divieto di dimora in Campania per Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia, e per gli imprenditori Luigi Griffo e Paolo Griffo.

Il provvedimento, firmato dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta dei pm Giacomo Urbano e Gerardina Cozzolino, riguarda un’indagine per corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Aversa, l’attenzione si concentra su un impianto di trasformazione del latte riconducibile ai due imprenditori del settore caseario. L’ipotesi è che il pubblico ufficiale avrebbe agevolato l’iter amministrativo necessario a ottenere una delibera favorevole per il finanziamento milionario.

Il retroscena emerge proprio dalla tempistica: l’opificio era già stato sottoposto a sequestro il 23 dicembre 2023, con un provvedimento successivamente confermato nel 2025 sia dal Tribunale del Riesame sia dalla Corte di Cassazione. Nonostante ciò, la pratica per il finanziamento avrebbe proseguito il suo percorso fino all’erogazione di una prima tranche.

La misura cautelare impone ai tre indagati di lasciare la Campania e di non farvi ritorno fino a diversa decisione dell’autorità giudiziaria. Zannini, almeno in questa fase, potrà continuare a esercitare il ruolo di consigliere regionale, in attesa di eventuali determinazioni in sede amministrativa.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e gli indagati restano presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Il primo lancio

Mondragone. Per Giovanni Zannini, Consigliere regionale rappresentante di Forza Italia di Mondragone, Luigi Griffo e Paolo Griffo,  indagati,  di corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso, truffa aggravata, è stato disposto il divieto di dimora in Campania. La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari.

La richiesta che è stata avanzata da Giacomo Urbano e Gerardina Cozzolino,  i pubblici ministeri della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, è stata quindi accolta in maniera parziale, facendo scattare il provvedimento.

La misura cautelare prevede che i tre a cui è stata disposta, di abbandonare la Campania e non tornare fino a quando l’autorità giudiziaria avrà stabilito diversamente.

Nonostante tale disposizione, Zannini, potrà, almeno in maniera temporanea, continuare ad esercitare il ruolo di consigliere regionale della Campania.

Quando sarà sospeso dall’incarico, al suo posto dovrebbe subentrare la prima dei non eletti nella lista di Forza Italia, ovvero Parente, assessora di Castel Volturno.

 

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