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Salari da fame e dumping contrattuale, ombre sui cantieri Tav

 

​CANCELLO ED ARNONE. L’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate (ANGPG) solleva ufficialmente lo stato di crisi riguardante gli addetti alla vigilanza impegnati nel cantiere strategico dell’Alta Velocità (TAV) nel nodo di Cancello, parte integrante della tratta Napoli-Bari. Al centro della protesta, le condizioni lavorative e salariali imposte dal Consorzio CFT, definite dall’Associazione come “lesive della dignità professionale e dei diritti costituzionali”.

​Le criticità rilevate

​Secondo quanto denunciato dall’ANGPG, il personale impiegato nel presidio dei siti di costruzione versa in una condizione di estrema precarietà, caratterizzata da:

​Paghe sotto la soglia di povertà: Si registrano retribuzioni che sfiorano i 5 euro lordi l’ora, cifra ritenuta incongrua rispetto alla responsabilità delle mansioni e in aperto contrasto con l’Art. 36 della Costituzione, che garantisce al lavoratore un’esistenza dignitosa.

​Fenomeni di Dumping Contrattuale: L’Associazione contesta l’applicazione di contratti al ribasso (passaggio dal CCNL Multiservizi ai Servizi Fiduciari) durante i cambi di appalto, manovra volta unicamente all’abbattimento dei costi gestionali a scapito del reddito dei lavoratori.

​Sicurezza e Turnazione: Vengono segnalati turni estenuanti a copertura 24/7 in contesti di cantiere particolarmente gravosi, spesso senza il pieno riconoscimento delle indennità notturne e festive previste.

​La posizione di Giuseppe Alviti (ANGPG)

​Il Presidente Nazionale dell’ANGPG, Dott. Giuseppe Alviti, ha già annunciato l’invio di una richiesta ufficiale per l’apertura di un tavolo di concertazione straordinario presso la Prefettura di Caserta.

​”Non possiamo tollerare che la modernizzazione del Paese e le grandi opere ferroviarie diventino zone franche per lo sfruttamento,” dichiara Alviti. “La vigilanza è il pilastro della sicurezza nei cantieri TAV. Chiediamo che il Consorzio CFT e la committenza si adeguino immediatamente alle recenti sentenze della Corte di Cassazione in materia di equa retribuzione e garantiscano clausole sociali reali per tutelare l’occupazione ad ogni cambio ditta.”

​Le richieste dell’Associazione

​L’ANGPG chiede un intervento immediato affinché vengano garantiti:

​L’adeguamento salariale ai parametri di sufficienza fissati dalla giurisprudenza recente.

​L’applicazione rigorosa delle norme sulla sicurezza sul lavoro e sul riposo psicofisico.

​La tutela della continuità occupazionale senza decurtazioni economiche.

​L’Associazione avverte che, in assenza di risposte concrete, verranno messe in atto tutte le forme di mobilitazione consentite dalla legge a tutela dei lavoratori.

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