
San Cipriano d’Aversa. Si sarebbe arricchito grazie al suo legame con il clan dei Casalesi l’imprenditore 51enne di San Cipriano d’Aversa Tullio Iorio, attivo nel settore della fornitura di calcestruzzo e nei lavori edili e stradali, al quale il Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato un patrimonio immobiliare stimato in 2,2 milioni di euro.
Il decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Dda di Napoli (procuratore aggiunto Michele Del Prete, pm Maurizio Giordano), riguarda le quote e l’intero compendio aziendale di una società, 15 immobili tra fabbricati e terreni situati nella provincia di Caserta, 4 autoveicoli, oltre a rapporti bancari e finanziari.
Iorio è stato condannato in via definitiva per riciclaggio aggravato dalla circostanza mafiosa ed è attualmente rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e turbativa d’asta.
Dalle indagini condotte dai finanzieri è emerso che già dai primi anni Duemila avrebbe fatto parte di un ristretto circuito di imprenditori di riferimento della fazione Schiavone del clan dei Casalesi e, secondo diversi collaboratori di giustizia, sarebbe stato inserito in un sistema di alterazione di gare pubbliche, soprattutto nella provincia di Caserta, attraverso intestazioni fittizie di società, episodi corruttivi e atti intimidatori compiuti sfruttando la forza del clan.
La federazione mafiosa casalese avrebbe così consentito a Iorio di aggiudicarsi appalti pubblici di rilievo e consistenti forniture di calcestruzzo, beneficiando di un flusso costante di risorse economiche derivanti da false fatturazioni, prelievi di denaro contante e monetizzazione di titoli di credito, con percentuali parametrate al valore delle commesse o ai quantitativi forniti.

