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Pasqualino, 36 anni senza risposte: le nuove ombre riaccese da “Chi l’ha visto?”

 

MARCIANISE. Sono passati quasi trentasei anni da quella mattina di primavera che ha segnato per sempre la comunità di Marcianise. Era il 7 maggio 1990, giorno di elezioni comunali, quando di Pasqualino Porfidia, otto anni appena, si persero improvvisamente le tracce. Un’assenza mai spiegata, un vuoto che ancora oggi non ha trovato risposte definitive.

A riportare il caso al centro dell’attenzione è stata nelle ultime ore la trasmissione “Chi l’ha visto?” su Rai 3, che ha dedicato un nuovo approfondimento alla vicenda, raccogliendo l’ennesimo appello della madre, Rosa Porfidia. Una donna che non ha mai smesso di cercare la verità e che conserva ancora giochi e vestiti del figlio, come se il tempo si fosse fermato a quel giorno.

Secondo la ricostruzione, Pasqualino stava giocando nei pressi di casa mentre la madre si preparava a recarsi al seggio. Con lui c’era un amichetto, oggi adulto, ascoltato nuovamente dalla trasmissione: ha riferito di non ricordare dettagli utili su quelle ore. L’ultima segnalazione attendibile colloca il bambino su una panchina tra via Tevere e via Arno. Poi, il nulla.

Le novità emerse riguardano soprattutto alcuni elementi mai del tutto chiariti. Si è tornati a parlare della presunta confidenza fatta anni fa a un sacerdote del posto, secondo cui una donna avrebbe visto il piccolo salire su un’auto. Un dettaglio rimasto senza riscontri ufficiali ma che continua ad alimentare interrogativi.

Nel corso degli anni le indagini sono state riaperte due volte. Nel 2012 una lettera lasciata da un giovane suicida, che raccontava abusi subiti da un uomo del paese, fece ipotizzare un possibile collegamento con la scomparsa di Pasqualino. L’uomo indicato, però, ha sempre respinto ogni accusa. Nel 2014 alcuni scavi nei pressi di un edificio sorto poco dopo la sparizione portarono al ritrovamento di ossa e frammenti di tessuto: si scoprì poi che erano resti animali.

Oggi, a distanza di decenni, restano domande aperte e un’unica certezza: la famiglia non si è mai arresa. E l’auspicio, rilanciato anche in tv, è che qualcuno trovi finalmente il coraggio di parlare.

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