
CASAL DI PRINCIPE. Prosegue l’inchiesta su un presunto sistema di false certificazioni mediche legate alle pratiche per l’invalidità civile presentate all’INPS. Dopo il blitz della Guardia di Finanza del 27 settembre 2023, l’indagine coordinata dal pubblico ministero Giovanni Corona della Procura di Aversa-Napoli Nord entra ora in una fase decisiva.
Il giudice per le indagini preliminari Pia Sordetti ha fissato gli interrogatori preventivi per gli indagati, a fronte di 25 richieste di misure cautelari tra arresti domiciliari e interdizioni professionali.
Al centro dell’attività investigativa c’è il Caf U.G.L di via Circumvallazione a Casal di Principe, riconducibile a Vincenzo Simeone, ex consigliere comunale ed ex consigliere provinciale. Coinvolti nell’inchiesta anche due suoi familiari e diversi professionisti del territorio.
La Procura ha chiesto i domiciliari per Vincenzo Simeone, 49 anni, per Iolanda Di Caterino, 30 anni, legata all’associazione “Lega Comunale Uila”, per Riccardo Simeone, imprenditore e fratello di Vincenzo, per Gianluca Simeone e per gli avvocati Andrea Cantiello di Casal di Principe, Antonio Cantile – consigliere comunale di opposizione a Trentola Ducenta – e Giuseppe Fabozzi di Casapesenna. L’ipotesi di reato contestata è associazione a delinquere.
Secondo l’accusa, Vincenzo Simeone avrebbe avuto un ruolo direttivo nella presunta organizzazione; Di Caterino si sarebbe occupata del reperimento dei certificati ritenuti falsi e dei collegamenti tra i soggetti coinvolti; Riccardo e Gianluca Simeone avrebbero svolto funzioni operative. I legali, invece, avrebbero collaborato nella gestione delle pratiche, raccogliendo deleghe e seguendo le istanze per il riconoscimento dell’invalidità civile, corredate – per gli inquirenti – da documentazione medica considerata non autentica e utilizzata anche nei contenziosi previdenziali.
Per altri indagati, tra cui Gianluca Falco, Salvatore Di Lanno, Paolo Nappa, Francesco Bencivenga, Santo Carlea, Salvatore Gaudiello, Raffaele Iorio, Antonio Marsilio, Umberto Chiatto, Umberto De Maria, Nataliya Mykhaylyuk, Alfredo Pede, Anna Rita Corvino, Francesco Di Mauro, Francesco Buniello, Gennaro De Luca, Raffaella Chianese e Rocco Pisano, sono state richieste misure meno restrittive, come la sospensione o l’interdizione dall’esercizio della professione medica. Le contestazioni, per loro, riguardano presunti falsi e perizie irregolari nell’ambito delle pratiche assistenziali INPS.

