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Giro di prostituzione, il B&B a luci rosse “torna su piazza”. Il verdetto

 

MACERATA CAMPANIA. La Corte di Cassazione rimette tutto in discussione sul sequestro del bed and breakfast di via Cristoforo Colombo, a Macerata Campania, finito al centro di un’indagine per un presunto giro di prostituzione che avrebbe coinvolto donne e transessuali di nazionalità sudamericana.

La terza sezione penale della Suprema Corte, presieduta da Giovanni Liberati, ha accolto il ricorso presentato dalla titolare e dal gestore della struttura, assistiti dall’avvocato Luigi Gravante, contro l’ordinanza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo disposto dal gip. I giudici hanno quindi annullato il provvedimento, rinviando gli atti al tribunale sammaritano per una nuova valutazione della misura cautelare.

Il sequestro era scattato dopo un intervento dei carabinieri della stazione di Macerata Campania. All’interno dell’appartamento, situato al primo piano dello stabile, erano stati trovati clienti e persone dedite alla prostituzione. L’inchiesta era partita dalla segnalazione di un cliente e dalle lamentele dei residenti, infastiditi dal continuo via vai a ogni ora del giorno e della notte. La struttura, secondo quanto ricostruito, risultava operativa 24 ore su 24. I due indagati erano stati denunciati con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione.

Nel ricorso in Cassazione la difesa ha contestato l’assenza di elementi ulteriori rispetto alla semplice locazione delle stanze, sostenendo che il tribunale del riesame avrebbe “errato nel ritenere integrata la fattispecie di favoreggiamento della prostituzione sul presupposto della mera concessione in godimento di stanze di un bed and breakfast in assenza di attività ulteriore”.

La Suprema Corte ha ritenuto fondato il ricorso, evidenziando che “nell’ordinanza impugnata non si rinviene l’indicazione di prestazioni accessorie da parte degli indagati”. Per questo motivo il caso tornerà davanti ai giudici di Santa Maria Capua Vetere, chiamati a riesaminare la vicenda alla luce dei principi indicati dalla Cassazione.

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