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Clan vuole 5mila euro per non far saltare il concerto di Finizio, 14 arresti. TUTTI I NOMI

 

AVERSA/SANT’ARPINO/SANT’ANTIMO. Un nuovo duro colpo ai clan che operano nell’Agro Aversano e nell’area a nord di Napoli. I carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, su coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno eseguito 14 misure cautelari nei confronti di presunti appartenenti o fiancheggiatori dei clan Puca, Verde e Ranucci, attivi tra Sant’Arpino, Sant’Antimo, Casandrino, Grumo Nevano e con ramificazioni anche ad Aversa.

Le accuse contestate sono pesanti: associazione di stampo mafioso, estorsioni consumate e tentate, porto e detenzione illegale di armi, reati aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di favorire le organizzazioni camorristiche.

L’alleanza e la “cassa comune”

Secondo quanto emerso dalle indagini, le tre consorterie avrebbero stretto un accordo strategico per spartirsi le zone di influenza e gestire in maniera coordinata le attività illecite. Un vero e proprio patto che prevedeva, oltre alla suddivisione dei territori, anche una “cassa comune” alimentata dai proventi delle attività criminali.
Un sistema che avrebbe consentito ai gruppi di rafforzare il controllo sull’Agro Aversano, imponendo il proprio potere con la minaccia delle armi e con una costante pressione su imprenditori e commercianti locali.

Il concerto di Gigi Finizio nel mirino

Tra gli episodi ricostruiti dagli inquirenti spicca una presunta richiesta estorsiva legata a un concerto di Gigi Finizio, noto artista molto amato in Campania. L’evento, previsto per dicembre 2017, sarebbe stato oggetto di pressioni da parte di emissari del clan, che avrebbero chiesto 5mila euro per evitare problemi organizzativi, arrivando a minacciare di “staccare la spina” alla manifestazione.
Dalle intercettazioni emergerebbe poi il pagamento di 3.500 euro. Un episodio che fotografa la capacità dei clan di infiltrarsi anche nel settore degli spettacoli, colpendo eventi culturali e musicali che rappresentano momenti di aggregazione per il territorio.

I nomi

In carcere sono finiti Domenico Ranucci (38 anni, Aversa), Antimo Alfe (40, Aversa), Antonio Arena (59, Napoli), Raffaele Barretta (37, Napoli), Francesco Di Matteo (69, Sant’Antimo), Mario D’Isidoro (33, Napoli), Vincenzo Morrone (47, Napoli), Antonio Perfetto (36, Aversa), Antonio Picciulli (45, Napoli), Marco Reale (35, Napoli), Nicola Russo (57, Sant’Antimo), Mario Verde (61, Sant’Antimo) e Pasquale Verde (65, Sant’Antimo).
Ai domiciliari Salvatore Perrella (23, Napoli).
Un’inchiesta che riaccende i riflettori sull’Agro Aversano, territorio ancora segnato dalla presenza di gruppi camorristici pronti a fare sistema pur di mantenere il controllo economico e sociale.

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