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Ucciso al ristorante durante turno, cuoco a processo

 

Capua. Si aprirà il 24 febbraio, davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il processo con rito abbreviato a carico di Pranto Hawlader, 21enne di origine bengalese, accusato dell’omicidio del 17enne gambiano Alagie Sabally. Il giovane imputato era impiegato come cuoco presso la Masseria Adinolfi di Sant’Angelo in Formis, dove nel giugno 2025 si consumò la tragedia.

Dopo il decreto di giudizio immediato disposto lo scorso dicembre, la difesa – rappresentata dall’avvocato Paolo Di Furia – ha optato per il rito abbreviato, che consentirà di definire il procedimento sulla base degli atti raccolti durante le indagini, con eventuale riduzione della pena in caso di condanna.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tutto sarebbe avvenuto all’interno della cucina della nota struttura per eventi, al termine di un acceso diverbio tra i due colleghi. Alla base dello scontro vi sarebbero stati dissapori legati all’attività lavorativa, ritenuti dagli investigatori motivi futili rispetto al drammatico epilogo.

Hawlader è accusato di aver colpito il minorenne con almeno tre fendenti utilizzando uno strumento compatibile con una forbice da cucina. Il fendente rivelatosi fatale avrebbe interessato l’emitorace sinistro, provocando la lesione dell’arteria polmonare e un’emorragia risultata letale. Ulteriori colpi avrebbero raggiunto la zona scapolare e un braccio della vittima.

Il 21enne si trova attualmente detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’accusa contestata è quella di omicidio volontario aggravato dall’aver agito nei confronti di una persona minore di 18 anni.

La prossima udienza segnerà un passaggio cruciale per una vicenda che ha profondamente scosso la comunità locale e il mondo della ristorazione del territorio.

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