
NAZIONALE – Il concorso del Ministero della Giustizia 2026 per il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria (DOG) è pronto a diventare uno dei bandi più attesi nel panorama dei concorsi pubblici. I decreti di autorizzazione sono stati firmati e prevedono l’assunzione di circa 1.400 nuove unità di personale civile, destinate a rafforzare gli uffici di Tribunali, Procure e Corti d’Appello su tutto il territorio nazionale.
Si tratta di un concorso rivolto esclusivamente a personale amministrativo. Il bando dovrebbe prevedere circa 1.000 posti per Assistenti Amministrativi, accessibili con il diploma di scuola secondaria di secondo grado, e 400 posti per Funzionari Giudiziari, riservati ai candidati in possesso di laurea.
Per gli Assistenti sarà sufficiente il diploma, mentre per i Funzionari sarà richiesta una laurea coerente con il profilo, presumibilmente in ambito giuridico o amministrativo.
Secondo le anticipazioni, il concorso sarà gestito tramite la piattaforma RIPAM e si articolerà in una prova scritta unica a risposta multipla. Il test dovrebbe vertere principalmente su materie giuridiche, in particolare Diritto Costituzionale e Diritto Amministrativo, oltre a eventuali quesiti su normativa relativa alla Pubblica Amministrazione.
Al punteggio della prova scritta si aggiungerà la valutazione dei titoli, che potrà attribuire punteggi aggiuntivi in base al voto di diploma o laurea e a eventuali esperienze maturate nella PA.
Le assunzioni avverranno secondo il CCNL Funzioni Centrali. Per gli Assistenti Amministrativi lo stipendio netto mensile dovrebbe collocarsi tra i 1.500 e i 1.600 euro, mentre per i Funzionari Giudiziari si stima una retribuzione tra 1.850 e 1.950 euro netti al mese. Sono previste tredicesima mensilità e indennità di amministrazione.
Il bando non è ancora pubblicato sul portale inPA, ma la firma dei decreti rende l’uscita imminente. Il termine per presentare domanda dovrebbe essere di 30 giorni dalla pubblicazione ufficiale. È quindi consigliabile attivare SPID e PEC per non farsi trovare impreparati.

