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Assegno unico, a febbraio ci sono gli aumenti: quando arriva e importo

Assegno unico figli aumenti

NAZIONALE – A partire da febbraio l’Assegno Unico Universale subirà un lieve aumento grazie alla rivalutazione dell’1,4% stabilita dall’Inps sulla base dell’andamento dell’inflazione. Un aggiornamento che interesserà milioni di famiglie e che si tradurrà in importi leggermente più alti già dalle prime mensilità del nuovo anno.

I pagamenti relativi a febbraio sono previsti tra il 19 e il 20 del mese, mentre gli adeguamenti riferiti a gennaio verranno riconosciuti successivamente, a partire da marzo. Per le prime mensilità del 2026 l’importo continuerà a essere calcolato sull’Isee valido al 31 dicembre 2025. Solo da marzo entrerà in vigore il nuovo Isee 2026, che determinerà l’ammontare aggiornato dell’assegno e delle eventuali maggiorazioni.

Con la rivalutazione cambiano anche le soglie. La prima fascia Isee sale a 17.468,51 euro, mentre il limite superiore per le fasce intermedie arriva a 46.582,71 euro. Oltre questa soglia spetta l’importo minimo. L’assegno massimo passa da 201 euro mensili a circa 203,8 euro per figlio, mentre l’importo minimo sale a 58,5 euro. Si tratta di incrementi contenuti, ma automatici, che consentiranno a molte famiglie di ricevere qualche euro in più rispetto al 2025.

Restano attive le maggiorazioni previste per particolari condizioni familiari. Le famiglie con figli sotto l’anno di età continuano a beneficiare di un aumento del 50% fino al primo compleanno del bambino. È confermata anche la maggiorazione per i nuclei con almeno tre figli e Isee entro i limiti previsti, così come il contributo forfettario di 150 euro al mese per le famiglie con quattro o più figli. Rimangono inoltre le integrazioni per figli con disabilità e per le madri con meno di 21 anni.

Non è necessario presentare una nuova domanda per continuare a ricevere l’Assegno Unico nel 2026, a condizione che la richiesta precedente sia stata accolta e sia ancora valida. L’erogazione prosegue in automatico, ma è obbligatorio comunicare eventuali variazioni, come nuove nascite o il raggiungimento della maggiore età dei figli.

Fondamentale, invece, l’aggiornamento dell’Isee. Chi non presenta la nuova DSU riceverà comunque l’assegno, ma con l’importo minimo. C’è tempo fino al 30 giugno 2026 per aggiornare la dichiarazione: in tal caso l’Inps ricalcolerà gli importi da marzo e verserà anche gli eventuali arretrati.

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