
Caserta. Maxi operazione contro una presunta frode legata al “Bonus Facciate”: la Guardia di Finanza ha eseguito un imponente sequestro da quasi 77 milioni di euro tra crediti fiscali e beni riconducibili agli indagati. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Venezia e ha coinvolto complessivamente 33 persone e 23 società sparse su tutto il territorio nazionale. Tra le province interessate dai sigilli figura anche quella di Caserta.
L’indagine, coordinata dagli inquirenti veneziani e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia, ha fatto emergere un articolato sistema fraudolento finalizzato all’ottenimento illecito di crediti d’imposta previsti dal “Bonus Facciate”, incentivo introdotto con il Decreto Rilancio per favorire interventi di recupero edilizio.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il meccanismo sarebbe stato ideato da un professionista originario del Padovano, con studio nel Trevigiano. Attraverso società create ad hoc e intestate a prestanome, sarebbero stati generati crediti fiscali per lavori di ristrutturazione mai eseguiti. In alcuni casi, sarebbe stato effettuato anche l’accesso indebito ai cassetti fiscali di contribuenti ignari, al fine di creare artificiosamente i presupposti per l’emissione dei crediti, poi ceduti più volte.
Diciannove persone risultano formalmente indagate, mentre il decreto di sequestro ha interessato 23 società e 33 soggetti fisici, alcuni dei quali avrebbero beneficiato del sistema anche senza esserne pienamente consapevoli. Le ipotesi di reato contestate comprendono truffa aggravata ai danni dello Stato, ricettazione e riciclaggio.
Le perquisizioni e i sequestri hanno riguardato immobili, sedi operative e conti correnti nelle province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Rovigo, Udine, Milano, Pavia, Mantova, Roma, Napoli, Caserta e Catania. Finora sono stati sequestrati 24 immobili, disponibilità finanziarie per circa 3,6 milioni di euro e crediti fiscali non ancora utilizzati per oltre 34 milioni di euro. A questi si aggiungono ulteriori sequestri preventivi già eseguiti durante le fasi precedenti dell’inchiesta per circa 5,8 milioni di euro.

