
MADDALONI. Non più il carcere, ma la detenzione domiciliare con controllo elettronico. È questa la decisione assunta dal giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di un 26enne originario di Giugliano, ritenuto responsabile dell’assalto all’ufficio postale di via Carmignano, a Maddaloni. L’uomo è accusato di rapina aggravata e sequestro di persona in relazione al colpo messo a segno con un bottino stimato in circa 75mila euro.
Il magistrato ha accolto la richiesta presentata dalla difesa, disponendo la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, accompagnati dall’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. La vicenda giudiziaria si inserisce in un quadro più ampio: il giovane è già stato condannato, con rito abbreviato, a quattro anni di reclusione per un altro assalto a una filiale postale, avvenuto a Teverola, dove il bottino aveva superato i 100mila euro. In quell’occasione aveva agito insieme a un complice.
Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero almeno quattro le rapine attribuite allo stesso gruppo, composto anche da due minorenni all’epoca dei fatti. Gli episodi si sarebbero verificati tra il Casertano e il Napoletano, seguendo uno schema ormai collaudato.
Il modus operandi prevedeva l’irruzione improvvisa negli uffici postali, con i rapinatori travisati e armati. Una volta all’interno, dipendenti e direttori venivano immobilizzati con fascette di plastica, mentre il denaro veniva prelevato dalle casse. Dopo aver raccolto il contante, il gruppo si dava rapidamente alla fuga.
La nuova misura cautelare consente ora all’indagato di lasciare il carcere, pur restando sottoposto a un rigido regime di controllo in attesa dei successivi sviluppi giudiziari.

