
Santa Maria a Vico. Assolto perché non imputabile al momento del fatto. Questo il verdetto di poche ore fa emesso dal Gup di Santa Maria Capua Vetere Mauro Bottone il nei confronti di Maurizio Ferrara, assistito dall’avvocato Raffaele Carfora.
I fatti risalgono allo 22 maggio 2025 presso l’abitazione di famiglia di via Novanese, il bidello 50enne in seguito ad raptus di follia entrò in casa della madre 76enne, la colpì con dei piatti spaccandoglieli in testa e poi afferrò delle forbici da cucina lunghe 16 centimetri, per centrarla un centinaio di volte su tutto il tronco e alle braccia.
Fu arrestato dai carabinieri della locale stazione.
Prima delle discussioni del pubblico ministero e del difensore è stato escusso in aula il perito nominato dal Giudice, Dott. Eduardo Giordano, che ha confermato la tesi difensiva sostenuta dal consulente di parte, Dr. Vincenzo Letizia nel senso di un vizio di mente totale, e non parziale, al momento dei fatti accaduti il 22 maggio scorso.
Con la sentenza di assoluzione è stata disposta di conseguenza l’immediata liberazione dagli arresti domiciliari che sarà eseguita in queste ore dai carabinieri con prescrizioni minime di libertà vigilata, in particolare la prosecuzione in regime di libertà del percorso di cure già instaurato immediatamente dopo l’accaduto sotto la supervisione del centro di salute mentale competente.
Il commento dell’avvocato Raffaele Carfora:
“In determinati processi come questo, il contributo del sapere scientifico è fondamentale. Naturalmente, sulla scorta delle puntuali e conformi conclusioni cui sono giunti il perito nominato dal giudice e il consulente della difesa nel senso della totale incapacità di intendere e di volere di Ferrara, andava sottoposta a lettura critica la sua storia clinica per le conseguenti declinazioni in diritto, posto che il concetto di infermità in termini giuridico-penali non è perfettamente sovrapponibile, essendo più ampio, a quello stretto di malattia secondo le figure tipiche della letteratura psichiatrica. Ma al di là della soddisfazione per l’esito assolutorio del giudizio, giova evidenziare il netto cambio di passo -sottolineato dai sanitari- del programma terapeutico in atto, implementato e oggi da lui consapevolmente accettato”.

