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Torna nella casa dei nonni e trova nel comò mezzo miliardo di lire “dimenticato”

 

CASERTA. Torna nella casa dei nonni a Caserta per riordinarla e prepararla a una nuova sistemazione, ma durante i lavori si imbatte in una scoperta destinata a cambiargli la prospettiva: nascosti all’interno di un vecchio comò, nel fondo di un cassetto, ci sono quasi mezzo miliardo di lire in contanti. Protagonista della vicenda è Marcello F., 53 anni, residente a Treviso, che non immaginava di trovarsi davanti a un vero e proprio tesoro di famiglia.

Le banconote, di vari tagli, erano state accuratamente occultate e dimenticate per decenni. Dopo l’iniziale sorpresa, l’uomo ha cercato di capire se fosse possibile trasformare quella ingente somma in euro. Il primo contatto è stato con la Banca d’Italia, ma la risposta è stata negativa: il termine ordinario per la conversione delle lire è scaduto da tempo.

Per questo motivo Marcello F. ha deciso di rivolgersi all’Associazione Italia, organismo che opera anche sul piano legale per la tutela dei diritti legati alla conversione della vecchia valuta. L’obiettivo è ottenere il cambio forzoso delle banconote, facendo leva su una ricostruzione normativa complessa e non priva di contraddizioni.

Dal punto di vista legislativo, infatti, la situazione è articolata. Le lire hanno perso corso legale il 28 febbraio 2002, con termine ultimo per il cambio fissato inizialmente al 28 febbraio 2012. Nel dicembre 2011, però, una norma ha anticipato la prescrizione al 6 dicembre dello stesso anno. Una decisione che nel 2015 la Corte Costituzionale ha giudicato illegittima, aprendo nuovi scenari.

Nel gennaio 2016 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito che la conversione fosse possibile solo per chi avesse presentato richiesta tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012. In base a queste regole, fino al 2021 sono state effettuate 263 operazioni di cambio per oltre 2,6 milioni di euro.

A rafforzare la tesi dell’Associazione Italia c’è anche una corrispondenza istituzionale tra il Governatore della Banca d’Italia e l’allora ministro Pier Carlo Padoan, nella quale si ipotizzava una possibile riapertura dei termini. Secondo l’associazione, inoltre, la prescrizione decennale dovrebbe decorrere dal momento del ritrovamento delle banconote, e non dalla loro emissione o dal passaggio all’euro. Una battaglia legale che potrebbe trasformare un ritrovamento inatteso in una lunga sfida giudiziaria.

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