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Ex consigliera lascia Pd: “Decisioni calate dall’alto”

 

Marcianise. Lettera choc al PD: Maria Di Lernia si autosospende e denuncia il metodo delle scelte calate dall’alto
Una lettera lunga, dura e profondamente politica. È quella inviata da Maria Di Lernia, ex consigliera comunale e iscritta al Partito Democratico, che annuncia la propria autosospensione dal partito e affida a un testo pubblico una critica senza sconti alla gestione locale e provinciale della forza politica.

Il punto di rottura, spiega Di Lernia, arriva con la convocazione di una riunione che giunge dopo la nomina dell’ennesimo commissario e di un sub commissario, decisioni assunte – secondo l’ex consigliera – senza alcun reale coinvolgimento degli iscritti e del territorio. Un metodo che, a suo dire, mortifica la base e svuota di senso la vita democratica del partito, soprattutto in una città come Marcianise, già da anni ai margini delle dinamiche decisionali provinciali.

Pur ribadendo la stima personale per Lina Tartaglione, Di Lernia chiarisce che il problema non sono i nomi, ma il metodo: scelte autoreferenziali, accordi costruiti lontano dalla città, logiche di appartenenza che trasformano il PD in una “stampella” di questo o quel notabile. Una dinamica che, ricorda, si è già vista nelle amministrative del 2023, quando Tartaglione – candidata data per vincente – fu lasciata sola dai suoi stessi alleati.

La lettera entra poi nel merito delle prossime elezioni comunali, denunciando l’assenza totale di confronto su lista, alleanze e candidato sindaco. Un copione già visto, secondo Di Lernia, anche alle regionali, dove sarebbe stato impedito a un giovane amministratore di candidarsi per evitare una sua probabile elezione. Da qui una riflessione più ampia sulla crisi della partecipazione, sull’astensionismo e su un sistema politico che – sostiene – non garantisce pari opportunità di competizione.
Particolarmente forte il passaggio sul ruolo delle donne e sul tema del patriarcato nei luoghi del potere: per Di Lernia, il PD dovrebbe partire proprio da sé stesso, forzando le proporzioni e rimuovendo gli ostacoli che limitano la partecipazione femminile reale, non simbolica. Non manca una stoccata agli incarichi assegnati “per parentela” e non per militanza o competenze.

Il saluto finale è netto ma non rassegnato: l’ex consigliera auspica un sussulto, un cambio di passo immediato e rilancia l’idea di ripartire dai quartieri, dal basso, fino alle primarie come strumento di sintesi democratica. “Con affetto, ciao PD”, scrive. Un addio che suona più come un atto d’accusa, ma anche come una sfida aperta al futuro della politica locale.

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