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Estorsione e corruzione, Esposito e Zannini non si presentano in tribunale

 

Caserta/Mondragone. Hanno scelto di non comparire davanti ai magistrati della Procura di Santa Maria Capua Vetere Giovanni Zannini e Biagio Esposito, entrambi destinatari di un invito a comparire nell’ambito di una nuova inchiesta per presunta corruzione. La decisione, pienamente legittima, è stata assunta – spiegano fonti difensive – per consentire agli indagati e ai rispettivi legali di esaminare preventivamente gli atti prima di eventuali dichiarazioni.

Per quanto riguarda Zannini, consigliere regionale di Forza Italia, l’audizione è stata formalmente rinviata a dopo il 4 febbraio. In quella data, infatti, è già fissato l’interrogatorio preventivo davanti al gip Daniela Vecchiarelli, chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di arresto avanzata dalla Procura lo scorso agosto. Anche Biagio Esposito, 85 anni, ex assessore ed ex consigliere comunale di Caserta, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

L’invito a comparire rientra in un filone investigativo dei carabinieri che riguarda un periodo precedente alle elezioni regionali del novembre 2025, tornata nella quale Zannini è stato rieletto con oltre 32mila preferenze. Secondo l’impostazione accusatoria dei pm Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, Esposito avrebbe promesso un sostegno elettorale strutturato in favore del consigliere regionale, ricevendo in cambio l’impegno a favorire assunzioni all’interno di società partecipate da enti locali.

In particolare, l’accordo avrebbe riguardato il nipote di Esposito, figlio della consigliera comunale Dora Esposito, e Paolo V., figlio di un collega della stessa Dora. Le assunzioni, secondo gli inquirenti, avrebbero dovuto concretizzarsi prima della consultazione elettorale, con Esposito già attivo dal settembre 2025 nella raccolta di consensi, assumendo il ruolo di vero e proprio “grande elettore”. Pressioni analoghe sarebbero state esercitate coinvolgendo anche Francesco Cerreto e Nicola Gentile.

A carico di Esposito viene inoltre contestata un’ipotesi di estorsione ai danni dell’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, non indagato. I fatti si collocano tra maggio e settembre 2024, durante una fase particolarmente critica per il Comune di Caserta, culminata nello scioglimento dell’ente per infiltrazioni camorristiche. Secondo l’accusa, Esposito avrebbe fatto leva sull’assenza della figlia Dora dalle sedute consiliari decisive per ottenere favori, nomine e un controllo di fatto su appalti e lavori pubblici, inclusi interventi stradali e opere in via San Nicola.

Zannini ed Esposito sono difesi rispettivamente dagli avvocati Angelo Raucci e Giuseppe Stellato.

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