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Ras della fazione Bidognetti muore, l’addio nella sua città

 

PARETE. Muore a 62 anni Nicola Garofalo, figura di primo piano della criminalità organizzata legata al clan dei Casalesi, fazione Bidognetti. Il decesso è avvenuto nelle scorse ore e la notizia si è rapidamente diffusa nel territorio dell’agro aversano, dove il suo nome era noto da anni alle cronache giudiziarie. Garofalo era originario di Parete, comune nel quale oggi, 23 gennaio, si terrà l’ultimo saluto.

Nel corso della sua lunga vicenda giudiziaria, Garofalo era rimasto coinvolto in una delle più rilevanti inchieste condotte sulla riorganizzazione interna del clan dei Casalesi. L’indagine, portata avanti dai carabinieri del comando provinciale di Caserta sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, aveva fatto luce sugli assetti del gruppo criminale e sui ruoli di vertice ricoperti da alcuni esponenti storici.

Secondo quanto emerso dalle indagini, nel tempo a Garofalo erano stati contestati diversi reati, non limitati alla sola partecipazione all’associazione mafiosa. Le accuse comprendevano anche episodi di estorsione ai danni di numerosi imprenditori e commercianti del territorio, oltre al traffico di sostanze stupefacenti e alla gestione delle attività di spaccio, esercitate attraverso un controllo capillare delle piazze di vendita.

Per queste vicende giudiziarie, l’imputato era stato condannato in primo grado, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, a una pena complessiva di dodici anni di reclusione. Una sentenza che aveva rappresentato uno dei passaggi significativi nell’azione repressiva contro la camorra casertana.

La salma di Nicola Garofalo arriverà nella giornata di oggi a Parete. Le esequie si svolgeranno presso la chiesa di San Pietro Apostolo, dove parenti e conoscenti potranno rendere l’ultimo omaggio.

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