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Appalti in Provincia, Crisci “scoperchia” il sistema Zannini

 

Mondragone/Santa Maria a Vico. L’inchiesta che ruota attorno a Giovanni Zannini delinea, secondo la ricostruzione degli inquirenti, un quadro articolato che intreccia sanità pubblica e gestione amministrativa, con riflessi anche sugli equilibri istituzionali del territorio.

A rilanciare i contenuti dell’indagine è stata anche Cronache di Caserta, che ha dato conto delle dichiarazioni e degli atti confluiti nel fascicolo coordinato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il fulcro dell’approfondimento investigativo riguarda presunte interferenze politiche nelle scelte amministrative, ricostruite attraverso intercettazioni, documentazione e soprattutto dichiarazioni rese nel tempo da Pasquale Crisci, politico di Santa Maria a Vico con rapporti molto stretti in passato proprio con Zanninu.

Crisci, in qualità di ex vicepresidente dell’ente provinciale, avrebbe illustrato agli inquirenti un presunto metodo operativo fatto di indicazioni e segnalazioni che, nella sua versione, sarebbero arrivate da Zannini e avrebbero inciso su nomine, incarichi tecnici e assetti organizzativi.

Nel racconto fornito agli investigatori, un ruolo centrale viene attribuito alla figura di Palmieri, dirigente tecnico descritto come punto di snodo tra indirizzo politico e struttura amministrativa, chiamato – secondo quanto riferito – a gestire affidamenti e incarichi in un contesto caratterizzato da rapporti fiduciari e margini di discrezionalità.

Parallelamente, l’indagine si concentra anche sul fronte sanitario, dove emerge la vicenda legata a Enzo Iodice, indicato come uno dei protagonisti di una fase delicata per l’assetto dirigenziale dell’Asl. In questo ambito, gli inquirenti ipotizzano pressioni e interventi che avrebbero inciso sulle scelte di governance, con un intreccio tra politica e sanità pubblica ritenuto meritevole di approfondimento penale.

L’intero impianto accusatorio si fonda su una lettura complessiva dei rapporti di forza e delle dinamiche decisionali, più che su singoli episodi isolati, e mira a verificare se vi sia stato un uso distorto dell’influenza politica nelle amministrazioni.

Le dichiarazioni di Crisci vengono considerate dagli investigatori uno degli elementi chiave per ricostruire il contesto, pur in assenza – come lo stesso ex amministratore avrebbe ammesso – di appunti o documentazione diretta. La posizione di Zannini resta centrale nell’inchiesta, che prosegue con l’obiettivo di chiarire responsabilità, ruoli e modalità operative, mentre le valutazioni finali sull’impianto accusatorio saranno rimesse alle decisioni dell’autorità giudiziaria.

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